Sinergie per L’orto

12 mar Area Pini

Area Pini

E’ un immagine tratta da questo video trovato in un profilo Facebook che ha come descrizione

Seminatori di urbanità: diamo rifugio a volpi e galline Il parco del Paolo Pini con le sue ricchezze umane e culturali, un enorme laboratorio di inclusione sociale aperto a tutti i cittadini è a rischio di chiusura. Il nuovo PGT (Piano di Governo del Territorio) ha approvato l’edificazione nel Comparto Litta Modignani, all’interno dell’area che attraversa parte del parco dell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini fino alla via Bovisasca. Un programma di edificazione voluto dalla Provincia di Milano che non tiene in conto alcuno delle realtà operanti: orti comunitari, area sperimentale dell’Istituto Pareto, aree di biodiversità e bellezza. Con il progetto “Comparto Litta Modignani” si andrebbero a cancellare più di un migliaio di alberi di alto fusto, più di 300 alberi da frutta (di cui 150 di varietà antiche provenienti da tutta la penisola), piante spontanee, varietà orticole, animali selvatici e insetti utili alla biodiversità, ma soprattutto verrebbe minato un sistema riconosciuto e condiviso di progettualità partecipata voluto e sostenuto dai cittadini. Un programma di edificazione che andrà a cancellare anni di intelligente lavoro sul territorio, unico per le sue caratteristiche e prospettive. Noi realtà istituzionali e associative coinvolte, sostenute dal Consiglio di Zona9 – L’Istituto di Istruzione Superiore “Vilfredo Federico Pareto”, l’associazione Il Giardino Degli Aromi Onlus, la cooperativa sociale Aromi a Tutto Campo, l’associazione Olinda Onlus e la cooperativa sociale La Fabbrica di Olinda Onlus – chiediamo una variante del PGT perché venga revocata la procedura edificatoria su tutto l’ambito territoriale oggi perimetrato con l’Accordo di Programma, perché contrario ai principi base del nuovo PGT, ma soprattutto per salvare gli orti comunitari, l’area didattica dell’Istituto Pareto e per far sì che ettari di area boschiva diventino un luogo partecipato e gestito dai cittadini, aperto a tutti, fruibile come unica area verde dal Paolo Pini alla via Bovisasca. La vostra firma è importante per sostenere questo obiettivo e chiedere: · al Comune di Milano la variante al PGT, · alla Provincia di Milano stop al piano di cementificazione, · alle istituzioni (Regione, Provincia, Comune, ASL Milano) attenzione e dialogo su tutta l’area del Paolo Pini intesa come laboratorio di cultura e di inclusione sociale aperto a tutti i cittadini.

Il caso di Affori è noto da tempo e abbiamo già partecipato ad attività concrete di supporto. Il punto è sempre lo stesso. L’immagine ricorda le nostre mappe ma non è nelle nostre mappe. Ci siamo arrivati casualmente visto che stiamo cercando di raccogliere le idee su come costruire un nuovo Orto a Milano. Ma ha senso costruirne uno nuovo non partecipando alla lotta per mantenere le esperienze che già ci sono? Ma tutto costa una gran fatica e finché saremo divisi in mille rivoli non andremo mai da nessuna parte. Spero che le connessioni create da questo post possano partecipare a stimolare quelle Sinergie che impediscano a Milano di distruggere Cascina Zerbone, il parco di Affori e permettano la costruzione di nuovi orti. A proposito l’orto che vuole costruire Sinergie Per l’Orto è a fronte di un bando comunale: si quello stesso comune che vuole costruire su Cascina Zerbone e che è nella Provincia che vuole distruggere quanto di bello esiste ad Affori. Ha senso tutto questo?

Presa d’atto delle osservazioni al piano dei territori

8 feb

Aree Agricole Strategiche Ponte Lambro

Ai fini dell’applicazione dell’art 15 comma 4 del LR 12/2005 e s.m.i. vengono definiti ambiti agricoli strategici, quelle parti di territorio provinciale connotate da uno specifico e peculiare rilievo, sotto il profilo congiunto dell’esercizio dell’attività agricola, dell’estensione e delle caratteristiche agronomiche del territorio.

L’individuazione degli ambiti strategici nel PTCP avviene in base dei seguenti elementi:

  • il riconoscimento della particolare rilevanza dell’attività agricola in determinati contesti territoriali, con attenzione alle produzioni tipiche e alla varietà fisica, paesistica e ambientale di connotazione delle produzioni agricole
  • l’estensione e continuità territoriale a vasta scala
  • le condizioni di particolare produttività dei suoli

La proposta del comune di Milano, approfondendo i precedenti criteri, individua gli ambiti agricoli strategici ricadenti sia nel Tessuto Urbano Consolidato (TUC) sia nel Parco Agricolo Sud Milano, dove ricadono la maggior parte delle aree agricole sulle quali esercitano i propri effetti le norme conseguenti all’istituzione del parco (LR 24/1990) e all’approvazione del relativo Piano Territoriale di Coordinamento (DGR 03/08/2000)….
L’individuazione delle aree agricole di Milano è stata effettuata, tenuto conto delle banche dati del SIARL (Sistema Informativo Agricolo della Regione Lombardia), del DAM (Distretto Agricolo Milanese) e del DUSAF (Destinazione d’Uso dei Suoli Agricoli e Forestali). Inoltre vengono individuate le aree utilizzate ai fini agricoli di proprietà del Comune di Milano e già regolate dai relativi contratti di affittanza agricola.
Sono, inoltre, inserite negli ambiti agricoli strategici, le cascine presenti sia nel TUC che nel Parco Agricolo Sud Milano.
Si allega tavola con la proposta degli ambiti agricoli strategici nel territorio del Comune di Milano

Ecco le osservazioni fatte da Michele Sacerdoti a proposito di Cascina Zerbone

Siamo in letargo?

28 gen

Muggiano dal campanileCari amici,
vi segnalo che a Muggiano in Parco Agricolo Sud si sta parlando di ampliamento del campo sportivo, in effetti oltre alla realizzazione di un altro campo da calcio, si intendono costruire tribune, bar, ecc.
Ho visitato i campi attuali e mi sono informato sul nr di squadre che il GS Muggiano organizza, bene forse questa necessità di ulteriori campi non sarebbe proprio così necessaria, tra l’altro attorno esistono campi sportivi supercapienti (es. Quartiere Olmi, Cesano Boscone, Corsico, ecc).

Con l’amministrazione Moratti qui a Muggiano si era ipotizzata la realizzazione di un mega centro con piscine, campi da calcetto, parcheggi, ristorante tipo Acquatica a Quinto Romano, ma fortunatamente con la vittoria di Pisapia e il nuovo corso tutto è caduto, ed era chiaro che si trattava di una mera speculazione; ora ci riprovano partendo da una richiesta di semplice (semplice per loro) ampliamento.

Comunque questa è una questione di consumo di suolo che si vorrà fare passare come necessità per pubblica utilità; naturalmente i terreni che hanno considerato e chiesto sono agricoli e in conduzione a una giovane agricoltore, Erica Alberti dell’Azienda Azienda Agricola La Corte – Via Antonio Mosca, 195 20152 Milano , che non è per niente d’accordo.

Credo sia utile capire cosa sta succedendo e sostenere la difesa di questi terreni, in zona Cavriana da domani inizieranno i lavori per l’ampiamento dei campi sportivi dopo avere tolto i terreni all’agricoltore qualche anno fa, e credo non si possa permettere di fare passare in silenzio questi cambi di destinazione d’uso, ancorchè per campi sportivi.

Abbiamo riportato questa mail per dire che ci siamo ancora e che i problemi nell’area milanese non sono spariti. Forse siamo andati in letargo, almeno con questo blog ed è un peccato.
Bisogna unire le forze e forse la nostra vecchia mappa non era una cattiva idea. Riusciamo a metterci su Muggiano e costruire tramite la documentazione ricostruire tutto il caso proprio come abbiamo fatto con Cascina Zerbone?

Il Verde A Ponte Lambro

6 dic

Il Verde A Ponte Lambro

Buon giorno,
Sono stato con Giampiero Arioli alla riunione a Ponte Lambro. Sono stati presentati dal Consiglio di Zona, dai funzionari del Comune, dal Laboratorio di Quartiere e dagli architetti che hanno collaborato (l’assessore De Cesaris era impegnata in Consiglio) i risultati del Questionario sulla destinazione dei luoghi, a nord del quartiere, già occupati dall’Ecomostro in via di demolizione ed il progetto di massima circa un parco urbano.
Al questionario hanno risposto 1029 persone (mie imprecisioni sono possibili). Le preferenze maggiori sono andate ai percorsi ciclopedonabili e alla casa dell’acqua: Le proposte respinte sono state: area per picnic, parco culturale, recupero di antichi sistemi di coltivazioni, motivati dal possibile uso improprio (mio commento: ogni questionario permette di esprimersi all’interno dei propri confini).
Il parco urbano è nella fase di progetto di massima, è previsto su una superficie di 1,5 ettari (sui totali 26 dell’area), si potrà realizzare grazie ai risparmi sullo stanziamento previsto per la demolizione ed i suoi tempi non sono precisati (1-2 anni?). Consiste di un’area centrale (anche per proiezioni all’aperto), di viali rettilinei alberati, di “percorso salute” da cogestire con Monzino, di area gioco, di collegamento verso l’area agricola a nord. La casa dell’acqua è prevista in Quartiere.
Per maggiori particolari, si può andare sul sito del Comune

I consiglieri di Zona e gli abitanti del Quartiere intervenuti (presenti circa 70 persone) hanno sottolineato o richiesto: il problema della sicurezza (recinzione, illuminazione, …, tanti su questo tema, qualcuno con accenti diversi), la difesa dai motorini e simili, la difesa dei tre fontanili esistenti e del canale della Certosa, la necessità di acquisire ulteriori aree (casella daziale, area ex combattenti, anche per sottrarle all’uso improprio attuale), un percorso più morbido delle strade interne, un eliporto per il Monzino.

Nostre possibili puntualizzazioni dovrebbero considerare collegamenti tra questo progetto e la difesa delle aree agricole (anche se le lottizzazioni previste subito a sud per ora non sembrano in via di realizzazione).
Alberto Nova

Ecco la presentazione

Scarico dell’acqua della centrale di teleriscaldamento di via Cavriana : sopralluogo 7/11/2012

15 nov

A proposito della centrale di Teleriscaldamento di A2A  Canavese e situata in via Cavriana vi mostriamo la lettera che la Società Agricola Martini Fratelli e  Azienda Agricola Colombo Roberto hanno inviato al Comune di Milano dopo un loro sopralluogo nei terreni dove viene scaricata l’acqua di raffreddamento della centrale

Vi ringraziamo per il Vs sopralluogo del 07/11/2012 e come da Voi richiesto vi elenchiamo le problematiche con Voi riscontrate a c.a. 20 gg dall’inizio scarichi impianti A2A nei canali agricoli e dopo 3 giorni dalle cessazione delle lievi piogge del precedente fine settimana.

COME DA MAPPA DA VOI CONSEGNATACI VI ELENCHIAMO PUNTO PER PUNTO LE POSIZIONI INTERESSATE:

Partendo dal punto “A” la “cascata”

1) A destra delle medesima si nota che è stata posizionata una chiusa sul fosso che impedisce alle acque di scolo di defluire

2) Sempre di fronte alla medesima è stato rialzato il bordo del fosso che anche in questo caso impedisce la colatura della campagna con evidenti allagamenti

3) Tutta la lettera

Ecco la mappa della zona dove la centrale scarica nei fossi

1 percorso verso la roggia Borgognone

2 blocco della colatura dell’acqua dai campi ad ovest

3 blocco della roggia Borgognone prima dell’incrocio (colatura dei campi a nord)

Se volete conoscere altri temi caldi vicino a via Cavriana date un’occhiata alla sua posizione sulla nostra Mappa.

Anche il giornale di Zona 3 parla della centrale di via Cavriana

Cascine a Milano : Strategie sostenibili di conservazione, uso e manutenzione“ – Il caso di Cascina Linterno e le ricadute in Zona 7

14 nov

“ … Attualmente il Politecnico di Milano, utilizzando un finanziamento
di Fondazione Cariplo destinato al Progetto 2010 “Per un Distretto Agricolo e Culturale Milanese – DACM” , ha attuato una campagna di rilievi sullo stabile con l’esecuzione di varie scansioni mirate a determinare la staticità e le condizioni strutturali generali. Unitamente a quanto sopra sono stati eseguiti interventi di misurazione della presenza di umidità all’interno delle mura al fine di conoscere lo stato complessivo necessario per la progettazione di futuri interventi di riqualificazione. A completamento di quanto sopra si è anche provveduto all’installazione di centraline per il monitoraggio microclimatico, elemento di grande importanza per comprendere quali siano le condizioni igrometriche dell’immobile e delle sue mura. Sono state prese in considerazione anche tutte le parti in legno. Le tempistiche complessive indirizzano verso la primavera 2013 per il termine della progettazione preliminare e per la fine del 2013 per la progettazione definitiva, unite alle attività di progettazione esecutiva ed appalto conseguente …”
(Estratto da “il diciotto” – settembre 2012 – pag.8 – Articolo di Rosario Pantaleo).
Lo stato di avanzamento delle attività curate dal Politecnico di Milano
sulle Cascine Comunali situate in Zona 7, verranno illustrate pubblicamente Sabato 24 novembre – dalle 9.30 alle 12.00 – Sala Consiliare Zona 7 – Via Anselmo da Baggio, 55 nel corso dell’incontro: “Cascine a Milano : Strategie sostenibili di conservazione, uso e manutenzione“ – Il caso di Cascina Linterno e le ricadute in Zona 7”
Interverranno:

  • Stefano Boeri – Assessore Cultura, Moda e Design del Comune di Milano, Lionella Scazzosi e Christian Campanella – Politecnico di Milano,
  • Rosario Pantaleo – Consigliere Comunale,
  • Laura Galimberti – Direttore Settore Valorizzazione Patrimonio Artistico e Sviluppo Servizi,
  • Gianni Bianchi – Presidente Associazione “Amici Cascina Linterno”,
  • Ivano Grioni – Presidente Commissione Ambiente Zona 7,
  • Fabrizio Tellini – Presidente Consiglio di Zona 7,

Coordina:

  • Valeria Luzzi, Presidente Commissione Cultura Zona 7

Ingresso libero – Info: 334 7381384 – amicilinterno[at]libero.it -
http://www.cascinalinterno.it e agricity

 

Sarà un caso ma i puntini della mappa sono rossi e si parla di problemi esattamente come per la nostra mappa. Non è che riusciamo a unire le mappe? Tra l’altro questa è solo una foto su un volantino di un evento e passato il 24 gabbato lu santu…

Scarico dell’acqua della centrale di teleriscaldamento di via Cavriana : Mail di Venerdi 9

10 nov

Gentile Dottoressa Galimberti,

ringrazio per la veloce risposta e per i documenti allegati.
Ho anche saputo che ieri i sig. Toffolatti e Galbiati del Settore Agricoltura hanno effettuato un sopralluogo lungo le rogge e hanno fatto rimuovere da A2a gli sbarramenti che erano stati posti allo scarico delle acque dai campi agricoli del Comune di Milano, da me fotografati, mentre A2a ha ridotto la quantità di acqua che esce dalla Centrale Canavese.
Tuttavia mi risulta che dopo la rimozione delle barriere l’acqua della centrale si è parzialmente riversata sui campi, cosa prevedibile in quanto gli sbarramenti era stati collocati proprio per impedirlo.
Quello che si è verificato dimostra proprio la mia tesi, e cioè che non è possibile che la Roggia Borgognone e le rogge che vanno dalla Centrale Canavese fino ad essa siano utilizzate contemporaneamente dalle acque di scarico della centrale e dalle acque di colatura dei campi. Il periodo invernale in cui sono scaricate le acque coincide con il periodo di massima piovosità.
La condivisione delle rogge richiederebbe un sistema automatico comandato dalle precipitazioni per l’apertura e chiusura degli sbarramenti e di regolazione della quantità di acqua emunta da sei pozzi e dell’acqua riimmessa in falda da tre pozzi per abbassare il livello dell’acqua nelle rogge e consentire lo scolo delle acque di pioggia.
Non capisco perché A2a, che ha steso costose e lunghe tubazioni isolate termicamente sotto le strade delle zone 3 e 4 per raggiungere il Palazzo di Giustizia, non voglia costruire una tubazione interrata di circa 1 km dalla Centrale Canavese al Fiume Lambro nei terreni agricoli, come richiesto dagli agricoltori, sostenendo che i costi non sono giustificati da valutazioni provate da rilievo tecnico-scientifici.
A2a è giustamente orgogliosa nella dichiarazione ambientale del 2011 firmata dall’ing. Spadoni dei benefici portati dal teleriscaldamento al miglioramento della qualità dell’aria di Milano e dello scarso impatto ambientale della centrale di cogenerazione a gas, oltre che dalla assenza di reclami.
Tuttavia la mancata risoluzione del collegamento con il fiume Lambro per l’acqua superficiale porta ad un intollerabile danno ambientale alle coltivazioni di circa 20 ettari di terreno agricolo del Comune di Milano comprese nel perimetro del Parco Agricolo Sud Milano, producendo la creazione di paludi che secoli di bonifiche hanno eliminato ed impedendo lo sviluppo dell’agricoltura periurbana, così importante soprattutto nell’ottica di Expo 2015 e che l’attuale giunta comunale vuole rilanciare.
Non è sufficiente l’obbligo di A2a ad indennizzare gli agricoltori dei danni arrecati alle coltivazioni in atto, in quanto il rischio impedirebbe agli agricoltori di effettuare gli investimenti necessari.
La politica ambientale della centrale di cogenerazione di Canavese, come riportata a pag. 25 della citata dichiarazione ambientale, impegna A2a a progettare le modifiche impiantistiche valutando sistematicamente le conseguenze ambientali delle scelte progettuali.
Ribadisco quindi la richiesta della realizzazione di una conduttura dedicata dalla centrale Canavese al fiume Lambro, come richiesto anche dagli agricoltori che non hanno mai firmato l’accordo con A2a.
Questo mio messaggio costituisce un reclamo molto forte al funzionamento della Centrale Canavese che non può essere nascosto alla città di Milano, alle zone attraversate dal teleriscaldamento ed agli utenti del servizio
Cordialmente

Michele Sacerdoti
Presidente della Commissione Lavoro, Attività Produttive e Sicurezza
Consiglio di Zona 3
Comune di Milano

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