Archivio mensile:maggio 2012

Il Progetto Ponte Lambro

Finalmente abbiamo recuperato la documentazione del  Progetto Ponte Lambro e tutti potremo sapere come diventerà quest’area.
Questi documenti uniti all’accordo di programma anche come delibera comunale è quanto abbiamo raccolto si qui. Serve ancora ancora qualche altro documento ?

Eppur si muove

ciao a tutti/e

vi invio in allegato la copia del BURL (SEO21_22-05-2012) su cui oggi 22.5.2012 è stato pubblicato il Decreto del Presidente della Giunta regionale di approvazione dell’accordo di programma (AdP) relativo all’area di Cascina Zerbone.

Al dPGP n.4052/2012 viene allegato il testo dell’accordo, ma non il masterplan.. (che se riteniamo, dovremmo richiedere con l’accesso agli atti per verificare se è il medesimo che è riuscito a recuperare Fabrizio Guccione)

Faccio notare come in tutti relativi a questo AdP ci sia una certa vaghezza o assenza di informazioni rispetto alle previsioni urbanistiche (da PRG vigente) dell’area in quesione…così come non vengono trattati i problemi del contesto territoriale di riferimento.

(sembra che la variante al PRG vigente in effetti sia avvenuta con precedente accordo di programma (vedi pubblicazione degli atti di ratifica del Comune come da orginale)
e che l’approvazione di tale accordo sia avvenuta sempre con un dPGR, il n. 16640/2007, che allego a questa email. (v. Parte B del BURL, pag.324), tuttavia non si comprende bene se l’oggetto dei due accordi – quello di cui più sopra e questo, che esplicita l’intervento straordinario ai sensi del DL 152/91, convertito con legge 203/91 – sia corrispondente…Non li ho ancora comparati e non conosco l’area,
magari tra noi qualcuno ne sa di più).

A proposito, a che punto è la mozione/interpellanza di cui abbiamo discusso nel’ultima riunione? Chi la presenta tra i consiglieri nostri portavoce?

un saluto

Un primo contributo. Leggere le carte.

Il 24 aprile ero tra i presenti all’incontro di fondazione del Comitato milanese del Forum di Salviamo il Paesaggio. Uno splendido incontro, tra studiosi e cittadini sul tema della tutela del Paesaggio come valore comune.

 

Il momento più alto dell’incontro è stato quando, oramai dispiegate numerose visioni teoriche sul concetto di paesaggio, di tutela , di spreco di territorio, di valore del territorio agricolo come luogo di rapporto reale tra uomo e natura, si è alzata la mano di Gianpiero Arioli. Semplicemente ci ha comunicato che lui è un agricoltore, che la terra la coltiva, da sempre. Ma ora quella terra gliela tolgono. E’ in questi momenti che ti accorgi che le buone intenzioni, che spingono verso sensibilità da condividere, devono necessariamente confrontarsi con la realtà. E’ per questo che ho iniziato a leggere i primi documenti disponibili sul Blog.

 

Tutto inizia con la Delibera di Giunta n. 573 del 23/3/2012 relativa alla trasformazione di un area agricola in sedime per un intervento di edilizia residenziale ad alta valenza architettonica, ambientale ed urbana.

 

Confesso che, da architetto, questa definizione di intervento all’apparenza prepara uno scenario ideale.

 

Alta valenza. Architettonica. Ambientale. Urbana.

 

Immagino finalmente edifici belli, un contesto ambientale riqualificato, forse un bosco dove sentire gli uccellini cantare e vedere gli scoiattoli correre? Alta valenza urbana. Forse un pezzo di città in cui sia possibile immaginare relazioni sociali ideali? Una città per i bambini, per gli anziani, insomma finalmente una città a misura d’uomo.

 

Di fronte a queste immagini la perdita di un pezzo di agricoltura sembra un sacrificio accettabile.

 

Peccato che a volte i sogni svaniscano in fretta.

 

Il valore delle cose, come quello dell’architettura, del paesaggio e della città non si esaurisce in una semplice dichiarazione. Esiste una disciplina, quella architettonica ed urbanistica che esprime i suoi valori attraverso specifiche tecniche di rappresentazione, ma nella delibera non vi sono immagini che sappiano restituirne l’alto profilo ideale. Tali presupposti di qualità si esauriscono in alcuni elaborati depositati presso l’ufficio del Settore Pianificazione Tematica e Valorizzazione d’Area.

 

Qui aumentano i dubbi. L’area in oggetto è un area pubblica. Proprietà del Comune di Milano. L’area viene offerta dal Comune a titolo gratuito. Per quale obiettivo? Un nuovo quartiere di alloggi popolari. Non vi nascondo che in questo momento di crisi mi parrebbe un obiettivo da sostenere. Ma ahinoi non è così.

 

Dei 50.000 mq di superficie progettata a destinazione residenziale solo il 2% riguarda l’edilizia residenziale pubblica. Ovvero 1.000 mq. E il resto dei 49.000 mq di alloggi a chi sono destinati?

 

Vediamo quindi il quadro completo dei dati contenuto nella Delibera:

 

Tipologia

%

n. alloggi

 

Locazione a canone sociale

2

17

 

Locazione a canone moderato

20

166

Secondo le modalità ordinarie di attribuzione

15

Riservato prioritariamente a nuclei familiari composti da giovani

5

 

Locazione con patto di futura vendita

8

66

     
Locazione a canone convenzionato

50

415

 

TOTALE

100

830

 

Come interpretiamo il quadro?

 

Se escludiamo la quota di edilizia sociale e la quota di alloggi in locazione a canone moderato[1] le rimanenti tipologia rappresentano di fatto tipologie di edilizia residenziale di libero mercato (fatto salvo lo sconto legato al costo 0 dell’area). Ma la convenienza per la collettività dove si trova? Indubbia quella dell’operatore privato che avrà disponibilità di immobili competitivi grazie al contributo generoso della Collettività milanese.

 

Ma torniamo al cuore del problema. La trasformazione di un area agricola in area edificata.

 

La giunta Pisapia può modificare la sua prima opinione (la delibera parla di parere favorevole all’Accordo di Programma tra il Comune e la Regione)? Ci auguriamo di si. I pareri favorevoli come quello espresso non sono vincolanti.

 

La valorizzazione del territorio parte da una sua conoscenza reale. Questa era l’unica area disponibile? Data la genesi dell’Accordo di Programma, legato alle esigenza di creare alloggi per i rappresentanti delle Forze dell’ordine, non era plausibile coinvolgere le proprietà del Demanio che vede intere caserme abbandonate?

 

Lo spreco di territorio è proprio il frutto di questa miopia, ma la miopia si corregge.

 

arch. Fabrizio Guccione


[1] Gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica si suddividono in:

– alloggi a canone sociale, destinati a cittadini che si trovano in difficoltà economica. Per poter presentare domanda di alloggio è necessario avere un reddito che rientra nella fascia prevista e possedere i requisiti richiesti dalle normative regionali. L’ammontare del canone di affitto verrà poi calcolato anche in base alla situazione economica del nucleo;
– alloggi a canone moderato, destinati a famiglie che vivono in condizioni socio-economiche al di sopra della fascia del canone sociale, ma comunque non sufficienti per poter sostenere un canone a valori di mercato. Anche in questo caso, per poter presentare la domanda per un’abitazione a canone moderato è necessario possedere gli specifici requisiti stabiliti dalle normative regionali. L’ammontare del canone di affitto viene calcolato in base alla localizzazione e alla metratura dell’alloggio.

 

Un accordo sulla mia testa


Questo è il frontespizio del documento formale che mi ha fatto capire che dovevo cambiare strategia.
Qua si parla esattamente delle aree dove sorge la Cascina e come vedete il suo destino è segnato. In burocratese stretto si dice che a poca distanza dalle stalle verrà su un muro di cemento e poi sono sicuro che gli abitanti si lamenteranno dell’odore e addio stalle, vacche e vitelli.

Mi è sorto spontaneo chiedermi se anche la storia della via Gluck era partita con una delibera uguale a questa

Cambio di strategia

Il 18  aprile del 2012 decido di cambiare strategia e oltre ai canali istituzionali che ho sempre seguito decido di vedere se il nascente comitato milanese di Salviamo il Paesaggio potrebbe aiutarmi e così decido di inviare questa mail

> Da: Trattoria Mirazzano
> Date: 18 aprile 2012 19:37
> Oggetto: Soc. Agr. Cascina Zerbone CONSUMO DEL TERRITORIO
> A:  Salviamo il Paesaggio Milano
 Egr. sigg.
 Vi vorrei spiegare la drammatica situazione della Cascina Zerbone, azienda agricola in attività che conduco in Milano in zona 4 Ponte Lambro ed inserita nel Distretto Agricolo Milanese
In questa antica cascina milanese, io allevo vacche da latte (a Milano siamo rimasti solo in tre) e coltivo il fondo pertinente costituito da 650 pertiche milanesi,(circa 42ettari)  ma a causa della realizzazione di interventi edilizi e infrastrutturali individuati nell’ ADP Ponte Lambro e ADP Ponte Lambro Housing Sociale ( si utilizza Housing Sociale per scardinare la porta delle concessioni edilizie)
 Si tratta infatti di un PRERP (Programma per Edilizia Residenziale Pubblica) che andrebbe a consumare tutto il fondo e non lascerebbe alcun appezzamento utilizzabile per le coltivazione e per mantenere le mie mucche da latte.
 Questo è il classico caso di consumo di suolo che potrebbe essere fermato, se solo ci fosse la volontà politica.
Credo si possa intervenire presso la giunta e l’Assessore all’Urbanistica affinché si possano salvare le nostre coltivazioni che oggi creano paesaggio,  e porre le basi per fermare finalmente l’inutile consumo di suolo che ormai divora le aree verdi e agricole da trent’anni.
L’inversione di tendenza può cominciare anche da qui.
La ringrazio e sono a Vostra disposizione per eventuali chiarimenti.

p.s. si prevede la costruzione di circa 1200/1600 appartamenti di cui solo il 2% destinati ai fini sociali.

Il 24/4/2012 partecipo alla riunione in cui viene  costituito il comunicato milanese e il 2 maggio come concordato ci ritroviamo presso la mia cascina con una telecamera. Ecco il risultato.