Un primo contributo. Leggere le carte.

Il 24 aprile ero tra i presenti all’incontro di fondazione del Comitato milanese del Forum di Salviamo il Paesaggio. Uno splendido incontro, tra studiosi e cittadini sul tema della tutela del Paesaggio come valore comune.

 

Il momento più alto dell’incontro è stato quando, oramai dispiegate numerose visioni teoriche sul concetto di paesaggio, di tutela , di spreco di territorio, di valore del territorio agricolo come luogo di rapporto reale tra uomo e natura, si è alzata la mano di Gianpiero Arioli. Semplicemente ci ha comunicato che lui è un agricoltore, che la terra la coltiva, da sempre. Ma ora quella terra gliela tolgono. E’ in questi momenti che ti accorgi che le buone intenzioni, che spingono verso sensibilità da condividere, devono necessariamente confrontarsi con la realtà. E’ per questo che ho iniziato a leggere i primi documenti disponibili sul Blog.

 

Tutto inizia con la Delibera di Giunta n. 573 del 23/3/2012 relativa alla trasformazione di un area agricola in sedime per un intervento di edilizia residenziale ad alta valenza architettonica, ambientale ed urbana.

 

Confesso che, da architetto, questa definizione di intervento all’apparenza prepara uno scenario ideale.

 

Alta valenza. Architettonica. Ambientale. Urbana.

 

Immagino finalmente edifici belli, un contesto ambientale riqualificato, forse un bosco dove sentire gli uccellini cantare e vedere gli scoiattoli correre? Alta valenza urbana. Forse un pezzo di città in cui sia possibile immaginare relazioni sociali ideali? Una città per i bambini, per gli anziani, insomma finalmente una città a misura d’uomo.

 

Di fronte a queste immagini la perdita di un pezzo di agricoltura sembra un sacrificio accettabile.

 

Peccato che a volte i sogni svaniscano in fretta.

 

Il valore delle cose, come quello dell’architettura, del paesaggio e della città non si esaurisce in una semplice dichiarazione. Esiste una disciplina, quella architettonica ed urbanistica che esprime i suoi valori attraverso specifiche tecniche di rappresentazione, ma nella delibera non vi sono immagini che sappiano restituirne l’alto profilo ideale. Tali presupposti di qualità si esauriscono in alcuni elaborati depositati presso l’ufficio del Settore Pianificazione Tematica e Valorizzazione d’Area.

 

Qui aumentano i dubbi. L’area in oggetto è un area pubblica. Proprietà del Comune di Milano. L’area viene offerta dal Comune a titolo gratuito. Per quale obiettivo? Un nuovo quartiere di alloggi popolari. Non vi nascondo che in questo momento di crisi mi parrebbe un obiettivo da sostenere. Ma ahinoi non è così.

 

Dei 50.000 mq di superficie progettata a destinazione residenziale solo il 2% riguarda l’edilizia residenziale pubblica. Ovvero 1.000 mq. E il resto dei 49.000 mq di alloggi a chi sono destinati?

 

Vediamo quindi il quadro completo dei dati contenuto nella Delibera:

 

Tipologia

%

n. alloggi

 

Locazione a canone sociale

2

17

 

Locazione a canone moderato

20

166

Secondo le modalità ordinarie di attribuzione

15

Riservato prioritariamente a nuclei familiari composti da giovani

5

 

Locazione con patto di futura vendita

8

66

     
Locazione a canone convenzionato

50

415

 

TOTALE

100

830

 

Come interpretiamo il quadro?

 

Se escludiamo la quota di edilizia sociale e la quota di alloggi in locazione a canone moderato[1] le rimanenti tipologia rappresentano di fatto tipologie di edilizia residenziale di libero mercato (fatto salvo lo sconto legato al costo 0 dell’area). Ma la convenienza per la collettività dove si trova? Indubbia quella dell’operatore privato che avrà disponibilità di immobili competitivi grazie al contributo generoso della Collettività milanese.

 

Ma torniamo al cuore del problema. La trasformazione di un area agricola in area edificata.

 

La giunta Pisapia può modificare la sua prima opinione (la delibera parla di parere favorevole all’Accordo di Programma tra il Comune e la Regione)? Ci auguriamo di si. I pareri favorevoli come quello espresso non sono vincolanti.

 

La valorizzazione del territorio parte da una sua conoscenza reale. Questa era l’unica area disponibile? Data la genesi dell’Accordo di Programma, legato alle esigenza di creare alloggi per i rappresentanti delle Forze dell’ordine, non era plausibile coinvolgere le proprietà del Demanio che vede intere caserme abbandonate?

 

Lo spreco di territorio è proprio il frutto di questa miopia, ma la miopia si corregge.

 

arch. Fabrizio Guccione


[1] Gli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica si suddividono in:

– alloggi a canone sociale, destinati a cittadini che si trovano in difficoltà economica. Per poter presentare domanda di alloggio è necessario avere un reddito che rientra nella fascia prevista e possedere i requisiti richiesti dalle normative regionali. L’ammontare del canone di affitto verrà poi calcolato anche in base alla situazione economica del nucleo;
– alloggi a canone moderato, destinati a famiglie che vivono in condizioni socio-economiche al di sopra della fascia del canone sociale, ma comunque non sufficienti per poter sostenere un canone a valori di mercato. Anche in questo caso, per poter presentare la domanda per un’abitazione a canone moderato è necessario possedere gli specifici requisiti stabiliti dalle normative regionali. L’ammontare del canone di affitto viene calcolato in base alla localizzazione e alla metratura dell’alloggio.

 

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