Progetti di sviluppo urbano – esperienze di programmazione negoziata

Michele Sacerdoti ci segnala un convegno dell’INU all’Acquario civico del 2008 dove l’architetto De Caro espone il suo progetto Ponte Lambro

allegando anche una sua intervista da cui riporto

I cittadini di questi luoghi, i territori a trama diffusa, sono sempre più erranti, sembra abbiano perso la stanzialità dei piccoli centri, crede che un intervento come quello che sta operando nel vecchio quartiere Ponte Lambro rispecchi il bisogno di muoversi e quello di fermarsi?

MAURIZIO DE CARO. L’ossessione del movimento e l’enigma della stasi
Non siamo capaci di fermarci davvero,non troviamo pace in nessun luogo e purtroppo in nessuna risposta,nel viaggio c’è la pervicace metafora del tracciato che racchiude l’essenza dell’architettura come prassi e come teoria.Vado verso un punto geografico sconosciuto e determino un progetto di incamminamento,mi muovo per raggiungere un qualsiasi scopo piú che qualsivoglia meta.Devo andare.Devo capire cosa c’è oltre o se preferite dentro, dietro, sotto,dopo la siepe,tra le viscere di una cadavere(se imito il dr.Faust),vivo solo perchè col movimento immagino il cambiamento,e quello che esiste(il vecchio quartiere di Ponte Lambro),non è abbastanza,per cui ho disegnato un altro quartiere,grande come quello esistente(4500 abitanti),alla fine o all’inizio del viaggio dentro Milano.Un progetto inutile,sospeso nel tempo,macinato da altre professioni razionalizzanti,che vuole essere la risposta contemporanea al sogno del quartiere di social housing piú famoso della storia.Mi riferisco al luogo auto-costruito dai barboni organizzati da Totó il buono in “Miracolo a Milano,di Vittorio de Sica.La mia architettura non ha la pretesa di “creare la casa”,ma si limita a segnare il limite tra il raggiungere un ipotetico luogo culturale,e quindi neo-urbano,e l’andare,oltre,verso nuovi modelli di organizzazione sociale della città,una proposta letteraria e utopistica,low cost,come piace ai comunicatori retorici del nostro martoriato presente.Nello spazio di questo nuovo grande quartiere urbano,voglio costruire il luogo enigmatico della stasi,e far viaggiare i nuovi abitanti verso mete centripete.

Nella road map che ci siamo prefissati c’è anche un convegno da organizzare a Ponte Lambro su tutto questo. Non credo che possa prescindere da avere De Carocome ospite d’onore e sarebbe bello che fosse lui a darci una mano a tenere il Workshop “Una proposta partecipata per il futuro della Cascina

Ecco il master plan di De Caro. Ecco l’area sud

Annunci

Un commento Aggiungi il tuo

  1. fgarch RTP Studio ha detto:

    Grazie Michele,
    se Maurizio vorrà partecipare dandoci una mano (e un pensiero) sarà per noi un grande piacere. Il workshop nasce con grandi ambizioni. Aprire lo spazio della città e del suo paesaggio (che è anche agricolo) ai suoi cittadini, trasformandoli da ignari abitanti, di un territorio troppo spesso a loro sconosciuto, in individui consapevoli, che le trasformazioni passano anche per la tutela.

    Fabrizio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...