Archivio mensile:luglio 2012

Un Ponte a colori, accompagnare la rigenerazione di un quartiere della periferia milanese

Abbiamo letto Un Ponte a colori, accompagnare la rigenerazione di un quartiere della periferia milanese dei ricercatori Claudio Calvaresi e Linda Cossa edito da Maggioli editore.

In rete, già citato quando parlavamo della Magia di Ponte Lambro , esiste un loro articolo legato ai temi del libro che riportiamo qui per comodità.

A nostro avviso, nel libro, non c’è traccia dell’esigenza di raddoppiare il quartiere per risolvere i problemi dei suoi servizi, come sostenuto dall’assessore De Cesaris nella sua risposta all’interrogazione fatta dal Consiglio di Zona 4.

I problemi sono stati risolti intervenendo all’interno del quartiere.

Il raddoppio del quartiere sembra essere voluto per ampliare i servizi per la salute al servizio dell’Istituto Monzino (alloggi per i parenti dei malati) e per creare servizi per gli studenti stranieri del Politecnico (Income center). Ma il Monzino deve andare al Cerba e i servizi per gli studenti stranieri possono essere creati a Città Studi, da cui vanno via il Besta e l’Istituto dei Tumori che si trasferiscono a Sesto San Giovanni.

La scuola media può essere creata ritrasformando l’aula bunker dei processi di mafia in scuola media, come era prima.

La passerella pedonale verso il futuro quartiere di Santa Giulia, se mai si farà, non è necessaria, basta migliorare i mezzi pubblici di collegamento con via Mecenate.

Interessante la frase a pag.4 del cap. 1:

Negli anni Sessanta vengono abbattuti due simboli del quartiere, il mulino e le due cascine storiche, nel decennio successivo è realizzata la copertura dell’ultima roggia rimasta scoperta e scompare la maggior parte degli ultimi campi. Viene così meno la vocazione agricola della zona, che ha fortemente connotato il paesaggio di Ponte Lambro: la cascina Canova lascerà il posto nel 1963 all’Istituto Cardiologico Monzino.

Vogliamo aggiungere che nel 2012 i campi sopravvissuti vengono sostituiti da un quartiere residenziale di 800 appartamenti e da numerose strade di collegamento, che un tram taglia in due la cascina, che la roggia Spazzola viene coperta e che il mulino Spazzola non si sa che fine fa, che la cascina  Zerbone rimane senza terreno intorno per far pascolare le vacche che saranno costrette a rimanere rinchiuse tutto il giorno con ottimo esempio di allevamento sostenibile.

Dobbiamo rivendicare il mantenimento dell’attività agricola a Ponte Lambro, in equilibrio con il quartiere e come suo arricchimento anche culturale (fattoria didattica, attività per i bambini come negli asili di Reggio Emilia, vendita diretta del latte appena munto e di altri prodotti agricoli, mercati agricoli del DAM). Il terreno agricolo recuperato intorno all’ecomostro, nonostante gli sforzi del questionario, non può sostituire la perdita di Superficie Agricola Utilizzata (SAU)ad ovest e a sud di Ponte Lambro anche alla luce delle indicazioni contenute nel disegno di legge del ministro Mario Catania sul Consumo di Suolo.

Futuro Ecomostro

E’ stato inviato ai consiglieri di Zona 4 la bozza del questionario sul futuro dell’area ex Hotel Monluè adiacente la Via Vittorini di 15 ettari che sarà destinata a parco attrezzato.
I consiglieri come da presentazione effettuata nella commissione congiunta Territorio-Decentramento del 10 luglio sono invitati a proporre sintetiche osservazioni e indicazioni alla bozza già illustrata in commissione e qui allegata con termine fino al 31 agosto.
Questo è l’elenco completo delle voci proposte
  • sport su strada (rampe per skateboard, pattinaggio, piste ciclabili)
  • visione di film (cinema all’aperto)
  • ascolto e produzione musica
  • reperire/scambiare libri, quotidiani e riviste
  • reperire informazioni sul territorio (percorsi tematici e segnaletica)
  • parco culturale (punti narrativi della storia del quartiere)
  • pic-nic e barbeque
  • chioschi e piccoli punti di ristoro
  • aree di sosta attrezzate (gazzebi, panchine, fontane)
  • percorsi ciclabili (sistema di collegamento Ponte Lambro-Monluè)
  • percorsi podistici-salute
  • parcheggio per biciclette all’aperto
  • parcheggi per le biciclette custoditi
  • servizio di bike sharing
  • carrelli della spesa integrabili alle bicilette
  • punti pit-stop (riparazione di emergenza) biciclette
  • ciclofficina di quartiere
  • aree didattiche naturalistiche (laboratori agroalimentari, cascina didattica, percorsi per le scuole)
  • parco produttivo (autoproduzione cittadini)
  • sistema di segnaletica delle specie e dei percorsi naturalistici
  • recupero del sistema di rogge e marcite
  • boschetti
  • orti floricoltura
  • punti di sosta e osservazione (avifauna)
Su un lato di via Vittorini ci sarà un bellissimo villaggio e sull’altro un parco delle meraviglie, attrezzato con quanto di meglio i cittadini richiederanno, il tutto corroborato da un consenso costruito dal basso. Ecco la Magia di Ponte Lambro.
Con i nostri discorsi è  facile sentirsi, in questo contesto, come quando Edward Mani di Forbice inizia a farsi vedere nel sobborgo perfetto. Ma come allora, magari in modo meno visionario, crediamo che una sintesi intelligente vada trovata.

Consumo di suolo, un disegno di legge del ministro Mario Catania

Ieri abbiamo approfondito il tema Superficie Agricola Utilizzata (SAU) partendo proprio dai documenti usati durante la presentazione del disegno di legge sul Consumo di Suolo fatta dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania. Puntuale sul forum nazionale di Salviamo al Paesaggio è comparso questo commento che riportiamo in toto.

La proposta che segue è assolutamente interessante e va fortemente sostenuta anche se, ancora, abbastanza lontana da quella su cui stiamo lavorando essendo limitata ai terreni agricoli. In particolare appare rivoluzionaria la proposta che vieta ai Comuni di “far cassa” con il cambio di destinazione ai terreni agricoli. Comunque sarebbe un deciso passo avanti.

Tetto massimo nazionale alla superficie agricola edificabile e divieto di mutamento di destinazione d’uso dei terreni agricoli

Ogni giorno 100 ettari di terreno vanno persi, negli ultimi 40 anni parliamo di una superficie di circa 5 milioni. Siamo passati da un totale di aree coltivate di 18 milioni di ettari a meno di 13. Sono dati che devono farci riflettere sul fatto che il problema del consumo del suolo nel nostro Paese deve essere una priorità da affrontare e contrastare
Lo ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, nel corso dell’incontro “Costruire il futuro: difendere l’agricoltura dalla cementificazione”, organizzato dal Mipaaf presso la Biblioteca della Camera dei Deputati a Palazzo San Macuto.
Durante il convegno il ministro Catania ha presentato il Disegno di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo di suolo, che detta principi fondamentali per la valorizzazione e la tutela dei terreni agricoli e per contenere il consumo di suolo.
Catania ha spiegato che questo ddl rappresenta una bozza aperta, aperta quindi ai suggerimenti da parte delle associazioni agricole e di tutti.

Estensione massima di superficie agricola edificabile

Il disegno di legge prevede, all’art. 2, che con un decreto del ministro delle Politiche agricole, d’intesa con quelli dell’Ambiente e delle Infrastrutture, sia determinata l’estensione massima di superficie agricola edificabile sul territorio nazionale. Con atto della Conferenza delle Regioni e delle provincie autonome, la superficie agricola edificabile sul territorio nazionale è ripartita tra le diverse Regioni, le quali a loro volta la definiscono su scala regionale e la ripartiscono tra i Comuni.

Congelamento della destinazione d’uso per 10 anni

All’articolo 3 del ddl viene stabilito che i terreni agricoli in favore dei quali sono stati erogati aiuti di Stato o aiuti comunitari non possono avere una destinazione diversa da quella agricola per almeno 10 anni dall’ultima erogazione. Questo vincolo deve essere espressamente richiamato negli atti di compravendita dei terreni, pena la nullità dell’atto. In caso di trasgressione al divieto è prevista una sanzione amministrativa da 5.000 a 50.000 euro, e la sanzione accessoria della demolizione delle opere eventualmente costruite e del ripristino dello stato dei luoghi.

Incentivi, monitoraggio e registro dei Comuni

Previste anche (art.4) misure di incentivazione per chi realizza il recupero di edifici nei nuclei abitati rurali; l’istituzione di un comitato con la funzione di monitorare il consumo di superficie agricola e il mutamento di destinazione d’uso dei terreni agricoli; l’istituzione di un registro in cui sono indicati, su richiesta, i Comuni che adottano strumenti urbanistici che non prevedono l’ampliamento delle aree edificabili; l’abrogazione della norma concernente gli oneri di urbanizzazione che permette ai comuni di fare cassa.

Ed ecco come il nostro amore per i documenti ci impone il testo completo del disegno di Legge.

Anche  Roberto Burdese sul Fatto Quotidiano sintetizza l’intervento del Ministro più o meno con parole analoghe, ponendo l’accento sul fatto che il ministro Catania abbia ottenuto il consenso anche del Ministro Passera.

A proposito Costruire il Futuro : difendere l’agricoltura dalla cementificazione era proprio un bel titolo per un convegno. Peccato che lo hanno fatto a Roma.

Superficie Agricola Utilizzata (SAU)

“Ogni giorno 100 ettari di terreno vanno persi, negli ultimi 40 anni parliamo di una superficie di circa 5 milioni. Siamo passati da un totale di aree coltivate di 18 milioni di ettari a meno di 13. Sono dati che devono farci riflettere sul fatto che il problema del consumo del suolo nel nostro Paese deve essere una priorità da affrontare e contrastare. In un quadro come quello italiano, che da questo punto di vista non è assolutamente virtuoso, dobbiamo invertire la rotta di un trend gravissimo che richiede un intervento in tempi rapidi. Serve una battaglia di civiltà, per rimettere l’agricoltura al centro di quel modello di sviluppo che vogliamo dare al nostro Paese. Non penso, naturalmente, a un ritorno a un paese agreste, ma immagino uno Stato che rispetti il proprio territorio e che salvaguardia le proprie potenzialità. Noi usciremo vincenti da questa crisi se lo faremo con un nuovo modello di crescita che passa necessariamente attraverso questi temi. Sono spesso, infatti, proprio questi passaggi difficili quelli utili a dare una svolta”.

Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, nel corso dell’evento “Costruire il futuro: difendere l’agricoltura dalla cementificazione”, organizzato dal Mipaaf presso la Biblioteca della Camera dei Deputati a Palazzo San Macuto. Al convegno, nel corso del quale il Ministro Catania ha presentato questo disegno di legge sul tema,

hanno partecipato come relatori Sergio Rizzo, giornalista del Corriere della Sera, e Carlo Petrini, fondatore di “Slow Food”. [leggi tutto]

Dagli anni ‘70, la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) italiana, che comprende seminativi, orti familiari, arboreti e colture permanenti, prati e pascoli, è diminuita del 28%. Tra il 1971 e il 2010 la SAU si è ridotta di 5 milioni di ettari (da quasi 18 milioni di ettari a poco meno di 13), una superficie equivalente a Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna messe insieme.

1) Mentre Superficie Agricola Utilizzabile SAU diminuisce  in modo simmetrico aumenta la popolazione italiana.

2) Il miglioramento della capacità produttiva, significativo nei primi anni sta lentamente fermandosi,  impedendo quindi di bilanciare con l’aumento della resa per ettaro la diminuzione di Superficie Agricola Utilizzabile (SAU)

3) Se definiamo l’auto-approvvigionamento come: (Produzione/(Produzione + Importazioni – Esportazioni) esprimendo i valori in quantità prodotte*100 possiamo constatare da soli che laddove il numero è inferiore a 100 noi non siamo autosufficienti dal punto di vista alimentare.

4) Secondo una stima effettuata dal Ministero delle Politiche agricole, Alimentari e Forestali, l’Italia attualmente produce circa l’80-85% delle risorse alimentari necessarie a coprire il fabbisogno dei propri abitanti. In altre parole, la produzione nazionale copre poco più dei consumi di tre italiani su quattro.
Come mostra la figura 5, l’auto approvvigionamento, escluse le oscillazioni dettate dall’andamento delle annate agrarie, sta subendo una progressiva diminuzione (si veda la retta di interpolazione).

 

Le quattro immagini precedenti vengono dalla relazione qui allegata dove potete trovare altre utili definizioni per comprendere il problema a cui appartiene anche Cascina Zerbone. E’ evidente che è un Conflitto tra due Bisogni che va risolto ma come al solito per decidere bisogna conoscere e credo che il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania ci ha dato degli elementi per comprendere.

L’assessore risponde all’interrogazione di Zona 4

Ecco la risposta dell’assessore De Cesaris all’interrogazione fatta da alcuni consiglieri di Zona 4 a proposito della Cascina Zerbone.
E’ proprio un’altra idea di Città Normale. Credo che spetti a  noi ricordare che, l’idea diversa di città che l’assessore De Cesaris  racconta citando come esempio l’Ecomostro, debba a maggior ragione essere valida per la realtà di Cascina Zerbone. Leggendo queste parole credo che evocare la figura di Sisifo sia stato solo preveggenza.

Gentili Consiglieri,
innanzitutto il progetto di cui all’accordo di programma è stato presentato in Zona e ha ricevuto un  consenso unanime, sul punto potete informarvi con la presidente di Zona 4 e la responsabile della Commissione Urbanistica dello stesso.
Ad ogni modo, come vi è noto, l’accordo è stato predisposto e concordato dalla Regione Lombardia e dalla precedente Amministrazione Comunale, questa Amministrazione non poteva e non può tornare indietro.
Il progetto non include affatto la Cascina Zerbone, che peraltro non è di proprietà comunale. Per la cascina la proprietà ha pubblicato un bando e abbiamo consigliato al Sig. Arioli di parteciparvi.
Per quanto concerne l’agricoltura siamo già in contatto con il Sig. Arioli al quale verranno intanto confermati i circa 200.000 mq. già coltivati in coltivazioni (su queste aree tutti gli interventi sono infatti oggi decaduti).
Infine ricordo che con l’abbattimento dell’ecomostro abbiamo restituito al parco 26.000 mq. di aree, che per la più parte saranno destinate all’agricoltura e una parte destinata a verde pubblico.
E’ evidente che l’area dell’intervento, che allo stato è pari a circa 50.000 mq., è stata ampiamente  compensata.
Infine va tenuto conto che l’intervento comporta la localizzazione di importanti servizi che in questo momento il Quartiere Ponte Lambro non ha.
Da ultimo vi informo che tra settembre e ottobre sarà organizzato un incontro pubblico, nel quale il progetto verrà spiegato anche a molte associazioni ambientaliste.
Cordiali saluti

A proposito, noi saremo presenti alla riunione che l’assessore convocherà, ricordando quello che queste due immagini, prese il giorno in cui è iniziato l’abbattimento dell’Ecomostro, dicono in modo semplice e diretto. Perché trasformare dei terreni agricoli in cemento se poi mi faccio bello nel farli tornare agricoli?

Ops vi ricordate le parole di Basilio Rizzo durante il Flash Milk ?

Un Ricorso per La Città Normale

Progetto Ponte Lambro – Un progetto per la città  normale recita la tavola dell’architetto che, per noi, enuclea il concetto Cascina Zerbone : la fine di un terreno agricolo.

A supporto della nostra idea di città normale  pubblichiamo la mail ricevuta dal presidente di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine

Cari e care, vi comunico che nella giornata di ieri l’avvocato Emanuela Beacco ha provveduto a depositare ricorso avverso all’accordo di programma per Ponte Lambro. Il ricorso è contro Comune e Regione. Firmataria è la sola Legambiente. Coldiretti non ha potuto depositare proprio ricorso per vincoli connessi alla natura statutariamente definita di Coldiretti, che a differenza delle associazioni ambientaliste non è legittimata ad agire in contenzioso in questioni riguardanti la tutela di interessi diffusi. Si valuterà, tra i due uffici legali, la possibilità di un successivo intervento ad adiuvandum.
Al rientro dalle vacanze la vertenza continuerà.