POESIE SULLA PIANURA LOMBARDA

Maria Carla Baroni ha partecipato sin dall’inizio alla lotta per la Cascina Zerbone. Durante la manifestazione a Palazzo Marino, parlando dei contributi dei presenti alla scrittura di questo blog, constatavamo l’assenza di un suo intervento che,  partendo dalle sue specifiche competenze,  desse un contributo tecnicamente rilevante ad interpretare quanto stava accadendo.
Dopo qualche giorno in posta abbiamo trovato la sua risposta.

CANALE
Come a un canale vago nel tramonto
a me da nuova vita
il lento fluire dell’acqua
nei raggio del sole morente.   (Da Canti del divenire)

VIBRAZIONI
Quinte di pioppi ondeggianti al vento
nella pianura 
come filamenti di quanti in vibrazione
nell’universo.                            (Da Canti del divenire)

PIANURA D’INVERNO
Vasta pianura dai pioppi cangianti
al variare del vento e della luce
aleggiata di nebbia d’argento.
Evanescente anche il sole lontano.    (Da Millenni di minuti)

NON SOLO PIOPPI
Non solo pioppi
nella pianura
anche tralicci. (Da Millenni di minuti)

PAPAVERI
Effimeri fuochi di maggio
nei prati di Lombardia.             (Da Millenni di minuti)

PIANURA D’ESTATE
Arsa assolata attonita pianura
nelle lunghe giornate di luglio
sotto il cielo latteo di calura.       (Da Canti d’amore e di lotta)

RISAIE
Piccoli laghi di cielo
le risaie di Lombardia
fino allo spuntare del giovane riso
a intersecare l’acqua e l’azzurro.   (Da Canti d’amore e di lotta)

CASCINE LOMBARDE
Belle d’estate
le grandi cascine tranquille
adagiate nella vasta pianura
quale dono sulla terra coltiva.
Antico modo di produzione e vita
sui ritmi lenti delle stagioni
e l’uso dei braccianti come animali.
Ora scheletri edilizi abbandonati
testimonianza
di una forma sostanza del costruire
con i luoghi d’ogni famiglia
convergenti nella corte comune
oppure aziende agricole fiorenti
con braccianti di terre lontane
e la presenza forse del sindacato.   (Da Canti d’amore e di lotta)

GIRASOLI
Dolce calore color del miele
nell’incipiente estate
occhi di girasoli
dalle ciglia dorate.     (Da Mangrovia)

IL FIUME PO
Un tempo
ombre d’argento scuro
i pioppeti d’inverno
tra nebbie d’un altro argento
lungo l’acque perlate
del fiume che fece la pianura
e la nutriva di linfa abbondante.
Ora il clima è mutato
per l’umana follia di gretto profitto.
Sono svanite le nebbie.
D’estate quasi svanisce anche il fiume.     (Da Mangrovia)

PIOPPI D’INVERNO
Esili pioppi sfumanti in bruma
nel pallido cielo invernale
resistenti
nel fervido suolo materno
aspiranti
a un’altezza di sogno lontano.            (Inedita)

AREA METROPOLITANA MILANESE
Case strade viadotti capannoni
autostrade tangenziali
centri commerciali
incessante cemento.

Divelta
la forma degli abitati
l’anima dei luoghi.
Spento
il respiro della Madre Terra
dell’acquea pianura feconda.                  (da Mangrovia)

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