Osservazioni al PTCP della Provincia di Milano sulle aree agricole strategiche (Def.)

Documento di indirizzi per la redazione di osservazioni al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale in ordine alla salvaguardia delle ‘aree agricole strategiche’ in un sistema coeso ed integrato proposto dal “Tavolo degli Attori su Sovranità alimentare, Parco Sud, Rapporto città/territorio”

Osservazioni al PTCP della Prov. di Milano sulle aree agricole strategiche

1.  Informazioni tecniche e amministrative; dove e come si pone ora il tema delle “Aree agricole strategiche”  

Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) è uno strumento di pianificazione finalizzato a determinare gli indirizzi generali di assetto del territorio provinciale rispetto ai quali i Comuni sono chiamati a verificare la compatibilità degli strumenti di pianificazione di scala comunale ovvero il piano di governo del territorio (PGT), i piani attuativi e gli atti di programmazione negoziata con valenza territoriale.

Per quanto attiene le aree agricole di interesse strategico la LR 12/2005 all’art.15, comma 4 stabilisce il ruolo del PTCP: “Il PTCP, acquisite le proposte dei comuni, definisce, in conformità ai criteri deliberati dalla Giunta regionale, gli ambiti destinati all’attività agricola di interesse strategico, analizzando le caratteristiche, le risorse naturali e le funzioni e dettando i criteri e le modalità per individuare a scala comunale le aree agricole, nonché specifiche norme di valorizzazione, di uso e di tutela, in rapporto con strumenti di pianificazione e programmazione regionali, ove esistenti.”

E al comma 5: “Tale individuazione ha efficacia prevalente ai sensi dell’articolo 18, nei limiti della facoltà dei comuni di apportarvi, in sede di redazione del piano delle regole, rettifiche, precisazioni e miglioramenti derivanti da oggettive risultanze riferite alla scala comunale. In tal caso per l’approvazione di detto piano si applicano anche i commi 5 e 7 dell’articolo 13.”

Il PTCP della Provincia di Milano attualmente vigente è stato approvato con la deliberazione del Consiglio Provinciale n.55 del 14 ottobre 2003. L’approvazione della Legge Regionale 11 marzo 2005 n. 12 ‘Legge per il Governo del Territorio’ ha comportato la riedizione del PTCP in termini di adeguamento alla nuova normativa e relativa valutazione ambientale dello strumento urbanistico.

Le vicende elettorali hanno portato la nuova Giunta provinciale a rivedere la proposta tecnica di adeguamento del PTCP, elaborata dopo l’emanazione della LR 12/2005 dalla precedente Giunta ma non approvata (ritirata dal presidente della provincia Penati), per giungere, dopo un nuovo processo di adeguamento, alla adozione del PTCP il 7 giugno 2012 e alla sua pubblicazione sul Burl l’11 luglio 2012.

Poichè ‘entro il termine di sessanta giorni dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione, chiunque vi abbia interesse può presentare alla provincia le proprie osservazioni sul piano’ detto termine per la presentazione delle Osservazioni scade il 9 settembre 2012.

L’analisi della documentazione pubblicata (tav. 6 e norme di attuazione pag. 38-40) pone la seguente questione: il PTCP adottato individua gli ‘ambiti agricoli strategici’ solo all’esterno delle aree che ricadono in parchi regionali (parchi del Ticino, Groane, Adda Nord e soprattutto Parco Agricolo sud Milano).

Le aree agricole all’interno delle aree a parco risultano quindi prive di tutele ‘prevalenti’ e quindi, come già accaduto, possibile oggetto di varianti attraverso gli strumenti urbanistici comunali.

Inoltre, poiché la maggior parte dei Piani di Governo del Territorio dei comuni della provincia di Milano risulta approvata, si apre la questione del recepimento delle aree agricole strategiche all’interno degli stessi strumenti urbanistici e, conseguentemente, di loro eventuali varianti, con creazione di un ulteriore vuoto di tutele.

L’approvazione del PTCP della Provincia di Milano quindi pone alla responsabilità sociale e a quella degli altri enti territoriali un tema che è strutturale per il territorio agricolo e che il Piano stesso dovrebbe disciplinare realizzandolo sostanzialmente in base alle osservazioni da presentare entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del PTCP e a PGT già approvati.

Si ritiene che questa situazione di criticità debba essere affrontata ponendo al centro delle osservazioni da farsi al PTCP, e quindi al centro di un’azione collettiva e di alleanze larghe con le forze sociali e le associazioni attente al tema del rilancio dell’agricoltura nel nostro contesto alcune fondamentali indicazioni proposte per la condivisione

Non si tratta solo di fornire un aiuto, o un generico indirizzo, per compilare le osservazioni, per condurle ad esito tecnico corretto e neppure solo un operato di coordinamento delle osservazioni.

Riteniamo si tratti soprattutto di assumere la responsabilità civile di esprimere una posizione forte e distinta sul valore strategico delle aree agricole, una posizione che sia alternativa all’ astensione dalla decisone attuata dalla Provincia, una responsabilità collettiva anche mediante la diffusione di questi indirizzi di fondo per le osservazioni.

 2. In termini di indirizzo  

– innanzitutto avanza la proposizione di un sistema agricolo-ambientale e paesaggistico coeso capace non solo di individuare e confermare le ‘aree agricole strategiche’ interne alle aree protette, ma di estenderle e compattarle a sistema legandole alle ‘aree di margine’ e alle ‘aree libere intercluse o di completamento’ (LR 12/2005 art.10, comma 1, lett. a), come desumibili dai Piani delle Regole dei PGT approvati nei vari comuni, e garantendo la connessione di questi sia con il ‘sistema del verde di connessione tra territorio rurale e quello edificato’ (LR 12/2005 art. 9, comma 1) desumibili dai Piani dei Servizi dei PGT approvati, sia con i parchi già esistenti nel ‘tessuto urbano consolidato’.

– tutte le aree vincolate a Parco agricolo debbono essere confermate come ambiti agricoli strategici ed intese come il cuore di un sistema coeso e più esteso, il centro di una nuova gestione del territorio che comprenda le aree contermini a quelle agricole ed i sistemi a parco;

– le aree agricole debbono essere sede di attività primaria che produca, innanzi tutto, cibo di qualità locale ed ambientale, inoltre la stessa attività primaria deve estendere la sua azione alla cura, alla gestione e rigenerazione del territorio, nonché all’azione di governo dei cicli ambientali e delle risorse necessarie ai viventi in modo da contribuire a costituire la bioregioneincludendo in essa  la città e i suoi sistemi di spazi aperti;

– questa attività deve interessare tutte le aree del sistema unitario proposto costituendo la base di una nuova economia, in parte già in essere, in grado di ricostruire anche la stessa città attraverso l’espressione di ‘valore  territoriale alternativo al valore immobiliare’ ovvero di una risorsa fondamentale per l’uscita dalla crisi. 

3.  In termini di coesione e collaborazione tra gli attori 

Questi indirizzi strategici sono rivolti a tutti gli interlocutori istituzionali , scientifici, associativi capaci di assumersi responsabilità in questo processo di ridefinizione degli ambiti agricoli strategici e hanno come obiettivo la ricerca e la costruzione di alleanze sociali estese.

Crediamo infatti che tutti noi, in questa occasione, non andiamo ad esprimere soltanto proposte marappresentiamo quelle stesse proposte nei progetti ed esperienze che conduciamo, crediamo di poterci definire uno schieramento di attori che vive queste questioni.

Questo documento di indirizzi vuole avere carattere aperto ed inclusivo e si propone per essere una sorta di ‘osservazione base’ fondamentale su cui chiediamo il confronto e la convergenza di tutti gli altri propositori di osservazioni al PTCP che condividano la valorizzazione del ruolo dell’agricoltura

Le proposte della cittadinanza attiva in rapporto con le istituzioni che debbono esprimersi in materia  possono portare anche un rilevante contributo ulteriore rispetto allo stato attuale della agibilità amministrativa di queste proposte (contrattazione ulteriore e ridiscussione della legittimità di convenzioni e patti esistenti).

4. In termini concreti, in questo quadro generale, riprendendo più specificamente alcune questioni in parte già introdotte  

Viene messo a disposizione un modello per la redazione delle osservazioni (allegato insieme a questo documento)  e che costituisce comunque passaggio indispensabile. Le osservazioni, come già detto in apertura, tenendo presente  anche il loro possibile carattere puntuale debbono:

– proporre la conferma nel PTCP di tutte le aree agricole interessanti i parchi e già presenti nel Piano delle Regole dei PGT approvati;

– proporre la massima connessione possibile delle stesse con il sistema verde normalmente indicato negli atti componenti gli strumenti urbanistici comunali (Piano delle Regole e Piano dei Servizi) specificando la materialità della connessine in termini di aree e di connessioni ecologiche lineari (filari d’alberi, siepi, elementi idrici, ecc. … );

– proporre l’inclusione nel sistema agro-ambientale anche delle aree di margine e delle aree libere intercluse o di completamento;

– garantire, ove indicato nel PTCP, la realizzazione del sistema di corridoi ecologici primari e secondari contribuendo alla loro connessione con le aree agricole;

– impedire la saldatura tra nuclei urbani limitrofi in forme di conurbazione utilizzando, dove già indicato, la categoria di aree ad inedificabilità assoluta o confermando, nei casi di PGT ancora in itinere, la categoria stessa  o la destinazione agricola;

– evidenziare la frammentazione dei sistemi agricoli e ambientali causata dalle opere infrastrutturali; le osservazioni debbono proporre revisione od eliminazione di questi interventi quali elementi di grave rottura del sistema basilare di aree agricole e di cesura dei sistemi connessi e quindi ostacolo alla possibilità di realizzazione di sistema agricolo-ambientale coeso;

– la osservazioni dovrebbero invece proporre valorizzazione e recupero delle infrastrutture del sistema agroambientale , sistemi d’acque e tracciati storici anche in rapporto con i loro terminali urbani

– riprodurre, ove possibile, esempi virtuosi di recupero ad agricolo di aree compromesse (es. comune di Corsico) od in posizioni nodali;

– proporre e sottolineare il rapporto fondamentale tra sistemi verdi e aree agricole con l’obiettivo del reciproco rafforzamento  (Parchi Locali di Interesse Sovracomunale o PLIS, Contratti di fiume, ecc.).

5. Per quanto riguarda Milanoin particolare, quale nodo  centrale 

– incentivare con proposte l’orientamento già emerso con il nuovo PGT atto ad includere nelle aree a parco agricolo i sistemi ambientali contigui (Porto di Mare, Cascina Monluè, ecc.)

– sistematizzare ed estendere i casi singoli di recupero di aree agricole e cascine(esempio Cascina Zerbone, ecc. …) rimettendo in discussione  i precedenti progetti insediativi; considerare il sistema cascine in generale come un patrimonio intrinsecamente connesso con il sistema agroambientale

– ricomprendere negli ambiti agricoli strategici le aree agricole già destinate da precedenti strumenti urbanistici a lottizzazioni (Progetto Casa, Accordi di Programma, Piani d’Area, ecc. ..  ) ma decadute o non ancora realizzate;

— proporre una consulta permanente tra i comuni esterni, Milano ed enti parco, finalizzata alla realizzazione di un patto interattivo per la difesa dell’agricoltura e alla costruzione di un territorio coeso.

Agosto 2012

Questo documento è stato esteso a nome dal “Tavolo degli attori Sovranità Alimentare…” dal Gruppo operativo formato sul tema; con contributi di: Giorgio Ferraresi (già Politecnico di Milano),  Luigi Caprarella (Milano Bene Comune), Vincenzo Vasciaveo (DESR Parco Sud Milano) Davide Lorenzoni (Milano Bene Comune), Sergio Bonriposi (Cascina Cuccagna), Angelo Marchesi (Aiab), Stefania Fontana (Acliterra, segret.Tav Att.SA)

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