Archivio mensile:settembre 2012

Le nostre osservazioni al DDL sul consumo di suolo del Ministro Catania

Abbiamo ricevuto questa mail dal forum nazionale di Salviamo il Paesaggio. E’ un dettaglio ulteriore del comunicato stampa apparso nel forum ma che ci teniamo a riportare per l’importante sezione che fare ora.

Il nostro lungo e analitico documento ha voluto sottolineare innanzitutto il plauso che il nostro Forum nazionale ha inteso tributare all’azione del Ministro Catania e alla decisione del Consiglio dei Ministri del 14 settembre scorso, che ha visto l’approvazione del Disegno di Legge per la valorizzazione delle aree agricole e il contenimento del consumo di suolo.

Abbiamo inizialmente affermato che “il Disegno di Legge coglie nel segno: il consumo di suolo, agricolo e forestale, rappresenta la sottrazione di una risorsa fondamentale per il benessere della Comunità nazionale. Le tendenze in atto prefigurano un futuro critico per le generazioni attuali e future, verso le quali abbiamo un obbligo di responsabilità. Diversi accordi internazionali, dalla Convenzione di Rio alla Convenzione Europea del Paesaggio, pongono l’accento sul patto transgenerazionale, che è alla base della definizione stessa di sviluppo sostenibile. La prassi amministrativa e di pianificazione territoriale deve oggi iniziare a confrontarsi con la finitezza delle risorse e dei beni comuni. Per questo, riteniamo fondamentale che la norma acquisisca al suolo il senso e il riconoscimento di bene comune. I tempi sono maturi perché valori quali la sicurezza e l’autonomia alimentare, il paesaggio, i servizi ambientali e le funzioni ecosistemiche e la tutela di principi costituzionali quali quelli che afferiscono alla proprietà pubblica o privata delle superfici e alle potestà amministrative delle autonomie territoriali confluiscano nella disciplina di settore”.

E abbiamo aggiunto: “Anche nell’attuale legislatura, purtroppo, continuiamo ad assistere alla proposizione di programmi infrastrutturali ridondanti (ad esempio in materia di grande viabilità) e non mirati al superamento di reali e prioritarie carenze del Paese. In particolare, la legge in discussione in questi giorni, che dispone regimi urbanistici derogatori straordinari motivati dalla realizzazione di nuovi stadi sportivi, appartiene alla peggior tradizione di deregulation urbanistica e, se approvata, determinerà ferite profonde nel paesaggio rurale del nostro Paese”.

Per questi motivi il DDL necessita, a nostro parere, di ulteriori interventi che abbiamo voluto trasmettere al Ministro sotto forma tanto di “osservazioni” quanto di proposte.

Tra i punti evidenziati nel documento (che potete trovare scaricare in formato pdf a questo link ), segnaliamo in particolare:

la necessità di far sì che la norma definisca il “suolo” come un “bene comune”;

una più stretta definizione di “aree agricole”. Nel DDL si precisa che il suolo tutelato è solo quello definito ‘agricolo’ dagli strumenti urbanistici vigenti nei Comuni, il che significa che i Comuni potranno continuare a pianificare i loro consumi di suolo come hanno sempre fatto, trasformando i suoli agricoli in suoli edificabili mediante i piani urbanistici, facendoli così uscire dall’ambito di applicazione della legge. Noi chiediamo che le “aree agricole” siano definite in funzione del loro stato di fatto (tutte le superfici interessate dalla presenza di suoli produttivi vegetati, coltivati, incolti o forestali, attualmente non interessate da edificazioni);

la soppressione della soglia massima di superficie agricola “edificabile” prevista dal ddl, anteponendo – per ognuno dei Comuni italiani – un prioritario censimento del patrimonio edilizio esistente e le sue potenzialità residue;

il prolungamento ad almeno 20 anni del divieto di mutamento di destinazione per i terreni che hanno beneficiato di aiuti di Stato e Comunitari (molti dei quali prevedono interventi, ad esempio agropaesistici e forestali, la cui maturità interviene oltre i 10 anni dall’impianto).

E abbiamo così concluso:

“Il DdL coglie nel segno quando propone di bloccare la distrazione di risorse provenienti da oneri di urbanizzazione per coprire le spese correnti dei comuni: è inaccettabile che i comuni svendano il territorio per esigenze di cassa. Ma su questo ci aspettiamo un segnale chiaro da parte del Parlamento, che invece negli ultimi anni ha sistematicamente riproposto questa possibilità attraverso le Leggi finanziarie”.

E ORA?

Per quanto ci riguarda, abbiamo chiesto al Ministro Catania un incontro a breve per illustrare le nostre proposte e un successivo incontro pubblico – in forma di seminario/convegno, in data ancora da definire – per ragionarne con lui, con il Ministro Ornaghi (Beni Culturali) e con autorevoli altri soggetti.

La nostra segreteria nazionale sta iniziando a trasmettere – ai media, al mondo politico e amministrativo e a tutte le nostre componenti – i comunicati stampa, il documento di osservazioni e altri materiali esplicativi, per favorire una diffusione ampia delle nostre proposte.

A livello locale è bene che i nostri Comitati facciano altrettanto, utilizzando la stampa locale e i banchetti/iniziative pubbliche.

E’ bene non essere troppo entusiasti del DDL Catania. Certamente è stato importantissimo per i risvolti mediatici che le parole (di Monti e Catania) sull’eccesso di cementificazione hanno captato. Ma, a nostro parere, il testo del DDL è ancora molto debole in alcune sue parti e rischia di non produrre i risultati attesi.

Quindi restiamo “felici” per il pronunciamento “filosofico”, ma dubbiosi su quelli tecnici.

Inoltre, l’iter parlamentare non avrà vita facile e l’imminenza dello scioglimento delle Camere per le prossime elezioni politiche è probabile non consenta di arrivarne all’approvazione in tempi utili.

Si è però aperto un nuovo scenario di consapevolezza: approfittiamone, da oggi non siamo più soli a sostenere la difesa del suolo …

Infine, è importante sottolineare che un documento di puntualizzazione al DDL proposto dal Consiglio dei Ministri fosse assolutamente necessario (per noi, per i Ministri, per tutti i soggetti politici e per la Società Civile …) e possiamo affermare che si tratta di un ottimo documento, frutto di un ennesimo lavoro comune e collettivo che ha coinvolto decine di nostri aderenti e confermato la nostra capacità di raggiungere punti di sintesi assoluti e condivisi.
E dato che fra qualche giorno sarà l’ora di riprendere il lavoro per la stesura della nostra Proposta di Legge d’iniziativa popolare … ora abbiamo una conferma in più sulle nostre possibilità di riuscire a preparare un altro importante documento collettivo !!!!

Visualizza il documento con le nostre osservazioni al disegno di legge del Ministro Catania 

Straponte

Inizia oggi 28/9 alle 14 con la Corsa Campestre la 3 giorni di Sport al Parco di Villa Serrati a Ponte Lambro.

DA NON PERDERE!  Sabato 29 e Domenica 30 dalle 15.00 alle 19.00

  • coloracconto performance di arte pubblica partecipata
  • il futuro dell’area dell’ecomostro attività di consultazione a cura del Consiglio di Zona 4
  • banchetti informativi sui servizi del quartiere

Questo è quell’evento a Ponte Lambro, organizzato dal Laboratorio di Quartiere, di cui abbiamo più volte parlato. Vi ricordo l’incontro organizzativo per Puliamo il Lambro alle 15 di sabato 29 proprio allo Straponte.

Puliamo il fiume Lambro

Come abbiamo accennato più volte il seguito naturale della riunione del 14/9 è di continuare l’avvicinamento tra le idee di Salviamo il Paesaggio a Milano e gli abitanti di Ponte Lambro in modo che gli strumenti che abbiamo siano messi a  disposizione di una realtà concreta.

In attesa di passaggi più sostanziali si era convenuto di portare a Ponte Lambro delle nostre attività e di parlare di Cascina Zerbone e del suo quartiere ovunque ce ne fosse data possibilità.  Sabato 29/9 alla mattina saremo ospiti del convegno Educare al Paesaggio mentre la sera del  2 ottobre saremo presenti assieme all’assessore De Cesaris alla proiezione del film L’Età del Cemento . E ultimo ma non meno importante è l’iniziativa di Pulire il Lambro sabato 6 ottobre proprio a Ponte Lambro.

Invitiamo tutti gli abitanti di Ponte Lambro a partecipare a tutti gli eventi ma contiamo molto sulla partecipazione alla Pulizia del Lambro. Se in tutti i momenti che ci incontreremo, le scarpe che metteremo insieme saranno tante,  il solco che tracceremo potrà guidare il rapporto che le istituzioni cittadine avranno con noi.

Se sei un simpatizzante di Salviamo il Paesaggio a Milano scarica il volantino, stampane un po di copie e vieni a Ponte Lambro il 29/9/2012 alle ore 15 per conoscerci, conoscere la realtà del quartiere, organizzare i passi futuri  e chiaramente per distribuire le copie che hai portato  e per lasciare un pò di quelle orme di cui abbiamo parlato.

L’Età del Cemento

Oh no, potete pensare, ancora un Video su Cascina Zerbone!!!! No “L’età del Cemento”, è un viaggio attraverso la Lombardia per raccontare una regione divenuta una distesa di gru e betoniere. Un angolo d’Italia in cui la terra non gode di alcuna tutela. Una regione invasa dal cemento. Una colata grigia che investe la Lombardia al ritmo di 100 metri quadrati al giorno, divorando la Pianura Padana, le coste lacustri e i suoi boschi. Un fenomeno, quello del consumo di suolo, tanto sconvolgente quanto silenzioso che è cresciuto vorticosamente negli ultimi 10 anni. Campi coltivati, prati verdi e boschi lasciano il posto a villette, centri commerciali ed ecomostri, per lo più al centro di interessi speculativi poco chiari. Palazzi e capannoni spuntano come funghi a fronte di tantissime abitazioni vuote presenti nella regione. Ma a chi servono i nuovi edifici se poi restano invenduti? Perché costruire ad ogni costo? [continua]

E’ possibile assistere alla proiezione del film Martedì 2 ottobre – ore 20.30  nella sala del CAM Garibaldi corso Garibaldi 27, ang. via Giorgio Strehler 2 , nell’ambito della *Settimana Europea per la Custodia del Territorio*.   Riprodurre la città, conservare la campagna. Riconoscere il valore di bene comune del suolo, fermarne il consumo. Oggi la politica, ai più alti livelli, riconosce l’esistenza e la gravità del problema. Ma esiste una autentica volontà di affrontarlo e risolverlo? E’ possibile salvare il suolo e allo stesso tempo investire sulla città, sui tanti spazi costruiti, malcostruiti, sottoutilizzati? E’ possibile riprodurre la città senza consumare la campagna?

Ne parleremo con:
Lucia De Cesaris, Assessore Comune di Milano
Damiano Di Simine, Legambiente Lombardia
Fabrizio Guccione, Salviamo il Paesaggio
Elena Jachia, Fondazione Cariplo
Arturo Lanzani, Politecnico di Milano
Laura Pogliani, Politecnico di Milano
Francesco Prina, Consigliere Regionale

Se guardate la foto e l’elenco dei  protagonisti del dibattito è facile creare quelle connessioni che lo rendono, proprio nel rispetto Settimana Europea per la Custodia del Territorio  un proseguimento virtuale della riunione del 14/9 .  Sono questi i temi di fondo di cui abbiamo iniziato a parlare quel venerdì e sono questi i temi dal quale fare ripartire tutte le idee per il quartiere. Vi aspettiamo numerosi.

A proposito del Disegno di Legge del Ministro Catania

A proposito del disegno di legge del Ministro Catania approvato il 14/9/2012 dal consiglio dei ministri vorremmo rendere partecipi di alcuni commenti comparsi sul forum di Salviamo il Paesaggio

«Riteniamo di fondamentale importanza l’approvazione del disegno di legge, fortemente voluto dal Ministro Catania, sulla valorizzazione delle aree agricole e sul contenimento del consumo del suolo avvenuta durante il Consiglio dei Ministri di oggi. Questo provvedimento non fa altro che mettere l’accento sulla gravità del fenomeno della cementificazione e sulla necessità di porre urgentemente freno all’erosione dei suoli e alla perdita di terreno agricolo. Concordiamo con il Presidente del Consiglio Monti, secondo cui avrebbe dovuto essere inserito nel primo provvedimento Salva Italia», ha commentato Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia.

Solo lo scorso 24 luglio a Roma il Ministro Catania presentava il disegno di legge durante un convegno con Carlo Petrini, presidente di Slow Food, e il giornalista Sergio Rizzo.
«Il Ministro, portandolo subito all’approvazione, è stato coerente con quanto promesso a luglio. Si tratta di una battaglia strategica per noi, tra i punti centrali del nostro documento congressuale, e Slow Food aderisce alla campagna Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori. Siamo anche coscienti che gli interessi sono tanti e che è molto difficile sintetizzarli tutti in una legge. Si tratta comunque di un primo grande passo e noi siamo pronti a sostenere l’iniziativa. Speriamo adesso che l’iter della legge sia migliorativo e che l’apporto della Commissione Stato-Regioni e della Commissione Agricoltura vada in questo senso», conclude Burdese.

Alessandro Mortarino, coordinatore della campagna Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori, aggiunge: «Come già preannunciato allo stesso Ministro Catania, il Forum sta completando un documento di “osservazioni” alla bozza del DDL che nei prossimi giorni verrà sottoposto alla sua attenzione assicurando, nel contempo, la massima disponibilità di tutte le organizzazioni a rendere il testo della legge perfettamente coerente con gli obiettivi che si pone».

Ed ecco una risposta ad Alessandro
Ciò che mi ha reso sospettoso è la genesi del provvedimento :
Si trattava inizialmente di un decreto ministeriale su materie di competenza anche di altri ministeri non coinvolti.  Non posso pensare che si trattasse di semplice svista, considerato che il testo era stato inviato alla conferenza Stato regioni per il concerto. Ho immaginato che si trattasse quindi di una operazione di facciata e ho atteso le successive mosse del Governo. Come pensavo i Ministri non coinvolti in precedenza hanno fatto valere le loro competenze. Si sarebbe comunque potuto fare un decreto interministeriale ma hanno scelto di imboccare un’altra strada, quella del DDL.  L’iter di un DDL è lungo e pieno di rischi.
Deve essere messo nel programma dell’aula e in quello dei lavori delle commissioni. I programmi sono già fatti e potrà entrare nei prossimi fra 2 mesi. Nelle commissioni resterà per 15 o 30 giorni per il parere e almeno 60 giorni per l’esame. ( Emendamenti , relazioni ecc. )  Pensi che nessuno chiederà audizioni ? Altro tempo, altri intoppi. Poi il DDL si dovrà fermare perchè potendo comportare spesa non potrà essere esaminato durante la sessione di bilancio, che si svolge a fine anno. Poi dovrebbe andare in aula . Se tutto andasse bene e tutti davvero lo volessero in modo forte e determinato ciò avverrebbe, per la prima lettura non prima del nuovo anno, verso la fine di gennaio. Inizierebba poi l’iter nell’altro ramo del parlamento, con tempi analoghi. A gennaio però saremo già alla fine della legislatura e si cercheranno di approvare i provvedimenti più urgenti mentre tutto ciiò che potrebbe essere difficoltoso sarà accantonato. Queste sono le ragioni oggettive che mi confermano che si sia trattato di uno spot pubblicitario e poco più. Se poi consideriamo che tutti i provvedimenti che il governo ha emanato perchè vedessero la luce erano Decreti Legge, per lo più approvati ricorrendo alla fiducia, ci rendiamo conto di come non ci sia in Parlamento una maggioranza coesa per approvare leggi di forte impatto come potrebbe comunque essere questa. Infine i suggerimenti : il Governo il DDL lo ha già licenziato , essi potranno a questo punto essere presentati sotto forma di emendamento.
la mia proposta :
Comunque tutto il lavoro non è da buttare, anzi : è importante che ci sia un testo del Governo, sarebbe importante che il forum proponesse a Catania un confronto in un convegno o seminario pubblico, con diversi ma non troppi relatori, invitando anche gli altri ministro competenti, ambiente e BBCC, in modo da rendere più incisivo il nostro punto di vista e porre le basi per una futuro prosieguo anche nella prossima legislatura.
Penso che si debba chiedere ai futuri candidati a leader dei partiti se intendono sottoscriverlo e impegnarsi per l’approvazione di un provvedimento analogo.
Insomma ritengo che, nonostante la palese azione del governo per non fare quello che dichiara essere un suo preciso obiettivo, dobbiamo da una parte comportarci come se stessimo proprio per vedere approvata la legge mentre dall’altra dobbiamo prepararci per fare lobby nei confronti di chi sarà presente nel prossimo parlamento e governo.

Questa proposta ci sembra estremamente condivisibile e potrebbe essere il contesto nel quale inscrivere i prossimi passi del movimento milanese per trattare il tema che tanto ci sta a cuore Cascina Zerbone a Ponte Lambro.
D’altro canto se leggete i punti principali del provvedimento, noterete tanti tratti distintivi del processo nel quale stiamo conducendo la battaglia di Cascina Zerbone. Probabilmente non esiste una congruità tra le norme in divenire, quelle essere e le nostre esigenze ma esiste una sensibilità del sistema verso i temi ambientali, che si evince dal successo dei referendum fino ad arrivare al DDL in oggetto, che deve diventare lo sfondo entro il quale i cittadini possano inquadrare la lettura dei propri problemi e dire ai politici che la loro prossima elezione dipenderà anche da che posizione hanno nei confronti di questi temi.

Consociazioni

E’ finito da qualche ora l’incontro Ponte Lambro – Un confronto per la lettura del futuro del quartiere dove si è discusso perché il quartiere dovrebbe puntare sul mantenimento della Cascina Zerbone piuttosto che sull’arrivo di  850 appartamenti come da ineluttabile evento prospettato dalla giunta Pisapia che mi arriva in posta il link a questo documento.

Mi sono permesso di copiare il commento di The Snake

OOOOO…finalmente un post che apre gli occhi al mondo!!! Cito “introduzione alla permacultura” G I L DE
Le gilde sono costituite da strette associazioni di specie raggruppate attorno a un elemento centrale (pianta o animale).  Tale associazione opera principalmente in relazione all’elemento centrale favorendone la crescita, facilitandone la gestione e mitigando eventuali fattori ambientali avversi. Ormai da lungo tempo si pratica la coltivazione consociata di piante reciprocamente benefiche e si seminano miscugli di semi di specie diverse la cui coltivazione dà risultati positivi. Da qui discende il concetto di gilda, che si basa sull’associazione di specie diverse che siano di beneficio reciproco (o quanto meno la cui convivenza non produca effetti avversi).
I benefici possono essere: -Riduzione della competizione da parte degli apparati radicali delle infestanti.
Quasi tutti gli alberi da frutto coltivati prosperano su un terreno ricoperto da un tappeto erboso, purché non si tratti di infestanti.  La consolida, per esempio, non entra in competizione con le radici superficiali degli alberi; inoltre, produce pacciame e quando muore in inverno nutrimento per i lombrichi.
I bulbi primaverili (genere Allium e narcisi) muoiono in estate e non competono con gli alberi per l’acqua durante i periodi di aridità estiva. Protezione da gelo, eccessiva insolazione ed effetti disseccanti del vento.
Ne sono un esempio le siepi e le recinzioni costituite da alberi e arbusti rustici che proteggono dai venti forti e alberi sparsi che forniscono una parziale ombra a colture come caffé e cacao. Produzione di sostanze nutritive sotto forma di leguminose annuali (arbustive o arboree). 
Contributo al controllo dei parassiti grazie alla produzione di sostanze repellenti (il tagete rilascia nel terreno sostanze che tengono lontani alcuni tipi di nematodi); numerose specie ospitano o attraggono insetti predatori (ombrellifere quali aneto, carote e finocchio); alcune specie animali (es. le galline) si possono utilizzare per ripulire il terreno dalla frutta caduta, al cui interno sisviluppano parassiti.
Quest’ultimo aspetto è particolarmente interessante per quanto riguarda il controllo dei parassiti dell’orto, del frutteto e dei seminativi.
Nelle colture miste sono di grande importanza le interazioni tra piante e parassiti.
E proprio in base a queste interazioni positive o negative, le specie vegetali si possono classificare come segue:

  • Piante insettarie: la pianta funge da ospite (come fonte di nutrimento) di insetti predatori dei parassiti delle colture.
  • Piante sacrificali: i parassiti attaccano di preferenza queste piante senza arrivare a impedirne la maturazione dei semi. In questo modo, queste piante salvano le colture vicine da attacchi parassitari particolarmente virulenti.
  • Piante ospiti permanenti: i parassiti svernano 0 vivono su questo tipo di pianta, riuscendo così a riprodursi in popolazioni più vaste (per esempio i parassiti degli agrumi, finita la stagione di maturazione, sono ospitati dagli oleandri).
  • Piante che attraggono predatori o impollinatori: vi sono piante coltivate o da siepe che producono fiori per nutrire predatori adulti (ad esempio il grano saraceno coltivato in mezzo o attorno alle fragole).
  • Piante trappola: alcune piante possono attrarre e uccidere parassiti ovvero i parassiti possono essere catturati o uccisi su queste piante. 

Queste importanti funzioni sono svolte da alberi, arbusti, fiori e rampicanti.
Grazie all’attenta scelta delle specie utilizzate per le siepi è dunque possibile ottenere un sostanziale controllo dei parassiti. Se abbiamo un sistema con diverse specie vegetali e animali e diversi habitat e microclimi si riducono le possibilità che insorgano situazioni fitopatogene dannose.
La presenza di piante diverse rende difficile lo spostamento veloce dei parassiti da una pianta all’altra dello stesso tipo.
E anche quando si registra un’avversità parassitaria particolarmente violenta, per esempio viene attaccato un determinato albero, gli insetti predatori percepiscono tale proliferazione di parassiti come presenza di una fonte concentrata di cibo e si raccolgono anch’essi su quella pianta per trarne vantaggio.
Mentre la monocoltura concentra il nutrimento per 1 parassiti, nella policoltura i parassiti diventano essi stessi una fonte concentrata di cibo per i loro predatori.

 

Ieri era anche la giornata in cui il veniva presentato in consiglio dei ministri il disegno di legge del ministro  Catania  «In 40 anni – ha aggiunto il premier – è stata cementificata un’area pari a Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna, passando da 18 a 13 milioni di ettari di superficie agricola. Ma sono molteplici le ricadute negative a cui questo provvedimento vuole porre fine: la prima è la perdita di superficie agricola e la conseguente riduzione della produzione che impedisce al paese di soddisfare il fabbisogno alimentare nazionale e aumenta la dipendenza dall’estero. Una situazione resa più preoccupante dal fatto che le zone rurali con maggior tasso di cementificazione sono le più fertili, come la pianura padana», ha concluso Monti.

A fronte di tutto questo siamo conviti che il 14 settembre era la giornata giusta per ribadire che anche a Milano sia giusto difendere tutto il terreno agricolo che abbiamo, con tutta la fantasia che siamo in grado di esprimere incluso le consociazioni di piante.

Ponte Lambro – Un confronto per la lettura del futuro del quartiere

Milano, 2 luglio 2012 – “Il signor Arioli sa bene che la Cascina Zerbone non è di proprietà comunale, nonostante questo abbiamo garantito e stiamo garantendo la destinazione rurale”. Lo ha detto l’assessore all’Urbanistica del Comune di Milano Ada Lucia De Cesaris in relazione all’affermazioni di Giampiero Arioli sulla Cascina Zerbone.

Proprio oggi, 14 settembre 2012, che  abbiamo ritrovato il testo delle intenzioni dell’assessore  ci troviamo a Ponte Lambro per un Incontro con i Cittadini per iniziare

Un confronto per la lettura del futuro del quartiere

Ci piacerebbe che questo blog potesse continuare a fornire ai protagonisti tutto il materiale utile a prendere decisioni in modo informato.

Siccome chi ben comincia è a metà dell’opera cliccando qui potrete consultare quello  che abbiamo presentato stasera.