Consociazioni

E’ finito da qualche ora l’incontro Ponte Lambro – Un confronto per la lettura del futuro del quartiere dove si è discusso perché il quartiere dovrebbe puntare sul mantenimento della Cascina Zerbone piuttosto che sull’arrivo di  850 appartamenti come da ineluttabile evento prospettato dalla giunta Pisapia che mi arriva in posta il link a questo documento.

Mi sono permesso di copiare il commento di The Snake

OOOOO…finalmente un post che apre gli occhi al mondo!!! Cito “introduzione alla permacultura” G I L DE
Le gilde sono costituite da strette associazioni di specie raggruppate attorno a un elemento centrale (pianta o animale).  Tale associazione opera principalmente in relazione all’elemento centrale favorendone la crescita, facilitandone la gestione e mitigando eventuali fattori ambientali avversi. Ormai da lungo tempo si pratica la coltivazione consociata di piante reciprocamente benefiche e si seminano miscugli di semi di specie diverse la cui coltivazione dà risultati positivi. Da qui discende il concetto di gilda, che si basa sull’associazione di specie diverse che siano di beneficio reciproco (o quanto meno la cui convivenza non produca effetti avversi).
I benefici possono essere: -Riduzione della competizione da parte degli apparati radicali delle infestanti.
Quasi tutti gli alberi da frutto coltivati prosperano su un terreno ricoperto da un tappeto erboso, purché non si tratti di infestanti.  La consolida, per esempio, non entra in competizione con le radici superficiali degli alberi; inoltre, produce pacciame e quando muore in inverno nutrimento per i lombrichi.
I bulbi primaverili (genere Allium e narcisi) muoiono in estate e non competono con gli alberi per l’acqua durante i periodi di aridità estiva. Protezione da gelo, eccessiva insolazione ed effetti disseccanti del vento.
Ne sono un esempio le siepi e le recinzioni costituite da alberi e arbusti rustici che proteggono dai venti forti e alberi sparsi che forniscono una parziale ombra a colture come caffé e cacao. Produzione di sostanze nutritive sotto forma di leguminose annuali (arbustive o arboree). 
Contributo al controllo dei parassiti grazie alla produzione di sostanze repellenti (il tagete rilascia nel terreno sostanze che tengono lontani alcuni tipi di nematodi); numerose specie ospitano o attraggono insetti predatori (ombrellifere quali aneto, carote e finocchio); alcune specie animali (es. le galline) si possono utilizzare per ripulire il terreno dalla frutta caduta, al cui interno sisviluppano parassiti.
Quest’ultimo aspetto è particolarmente interessante per quanto riguarda il controllo dei parassiti dell’orto, del frutteto e dei seminativi.
Nelle colture miste sono di grande importanza le interazioni tra piante e parassiti.
E proprio in base a queste interazioni positive o negative, le specie vegetali si possono classificare come segue:

  • Piante insettarie: la pianta funge da ospite (come fonte di nutrimento) di insetti predatori dei parassiti delle colture.
  • Piante sacrificali: i parassiti attaccano di preferenza queste piante senza arrivare a impedirne la maturazione dei semi. In questo modo, queste piante salvano le colture vicine da attacchi parassitari particolarmente virulenti.
  • Piante ospiti permanenti: i parassiti svernano 0 vivono su questo tipo di pianta, riuscendo così a riprodursi in popolazioni più vaste (per esempio i parassiti degli agrumi, finita la stagione di maturazione, sono ospitati dagli oleandri).
  • Piante che attraggono predatori o impollinatori: vi sono piante coltivate o da siepe che producono fiori per nutrire predatori adulti (ad esempio il grano saraceno coltivato in mezzo o attorno alle fragole).
  • Piante trappola: alcune piante possono attrarre e uccidere parassiti ovvero i parassiti possono essere catturati o uccisi su queste piante. 

Queste importanti funzioni sono svolte da alberi, arbusti, fiori e rampicanti.
Grazie all’attenta scelta delle specie utilizzate per le siepi è dunque possibile ottenere un sostanziale controllo dei parassiti. Se abbiamo un sistema con diverse specie vegetali e animali e diversi habitat e microclimi si riducono le possibilità che insorgano situazioni fitopatogene dannose.
La presenza di piante diverse rende difficile lo spostamento veloce dei parassiti da una pianta all’altra dello stesso tipo.
E anche quando si registra un’avversità parassitaria particolarmente violenta, per esempio viene attaccato un determinato albero, gli insetti predatori percepiscono tale proliferazione di parassiti come presenza di una fonte concentrata di cibo e si raccolgono anch’essi su quella pianta per trarne vantaggio.
Mentre la monocoltura concentra il nutrimento per 1 parassiti, nella policoltura i parassiti diventano essi stessi una fonte concentrata di cibo per i loro predatori.

 

Ieri era anche la giornata in cui il veniva presentato in consiglio dei ministri il disegno di legge del ministro  Catania  «In 40 anni – ha aggiunto il premier – è stata cementificata un’area pari a Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna, passando da 18 a 13 milioni di ettari di superficie agricola. Ma sono molteplici le ricadute negative a cui questo provvedimento vuole porre fine: la prima è la perdita di superficie agricola e la conseguente riduzione della produzione che impedisce al paese di soddisfare il fabbisogno alimentare nazionale e aumenta la dipendenza dall’estero. Una situazione resa più preoccupante dal fatto che le zone rurali con maggior tasso di cementificazione sono le più fertili, come la pianura padana», ha concluso Monti.

A fronte di tutto questo siamo conviti che il 14 settembre era la giornata giusta per ribadire che anche a Milano sia giusto difendere tutto il terreno agricolo che abbiamo, con tutta la fantasia che siamo in grado di esprimere incluso le consociazioni di piante.

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