Le nostre osservazioni al DDL sul consumo di suolo del Ministro Catania

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Abbiamo ricevuto questa mail dal forum nazionale di Salviamo il Paesaggio. E’ un dettaglio ulteriore del comunicato stampa apparso nel forum ma che ci teniamo a riportare per l’importante sezione che fare ora.

Il nostro lungo e analitico documento ha voluto sottolineare innanzitutto il plauso che il nostro Forum nazionale ha inteso tributare all’azione del Ministro Catania e alla decisione del Consiglio dei Ministri del 14 settembre scorso, che ha visto l’approvazione del Disegno di Legge per la valorizzazione delle aree agricole e il contenimento del consumo di suolo.

Abbiamo inizialmente affermato che “il Disegno di Legge coglie nel segno: il consumo di suolo, agricolo e forestale, rappresenta la sottrazione di una risorsa fondamentale per il benessere della Comunità nazionale. Le tendenze in atto prefigurano un futuro critico per le generazioni attuali e future, verso le quali abbiamo un obbligo di responsabilità. Diversi accordi internazionali, dalla Convenzione di Rio alla Convenzione Europea del Paesaggio, pongono l’accento sul patto transgenerazionale, che è alla base della definizione stessa di sviluppo sostenibile. La prassi amministrativa e di pianificazione territoriale deve oggi iniziare a confrontarsi con la finitezza delle risorse e dei beni comuni. Per questo, riteniamo fondamentale che la norma acquisisca al suolo il senso e il riconoscimento di bene comune. I tempi sono maturi perché valori quali la sicurezza e l’autonomia alimentare, il paesaggio, i servizi ambientali e le funzioni ecosistemiche e la tutela di principi costituzionali quali quelli che afferiscono alla proprietà pubblica o privata delle superfici e alle potestà amministrative delle autonomie territoriali confluiscano nella disciplina di settore”.

E abbiamo aggiunto: “Anche nell’attuale legislatura, purtroppo, continuiamo ad assistere alla proposizione di programmi infrastrutturali ridondanti (ad esempio in materia di grande viabilità) e non mirati al superamento di reali e prioritarie carenze del Paese. In particolare, la legge in discussione in questi giorni, che dispone regimi urbanistici derogatori straordinari motivati dalla realizzazione di nuovi stadi sportivi, appartiene alla peggior tradizione di deregulation urbanistica e, se approvata, determinerà ferite profonde nel paesaggio rurale del nostro Paese”.

Per questi motivi il DDL necessita, a nostro parere, di ulteriori interventi che abbiamo voluto trasmettere al Ministro sotto forma tanto di “osservazioni” quanto di proposte.

Tra i punti evidenziati nel documento (che potete trovare scaricare in formato pdf a questo link ), segnaliamo in particolare:

la necessità di far sì che la norma definisca il “suolo” come un “bene comune”;

una più stretta definizione di “aree agricole”. Nel DDL si precisa che il suolo tutelato è solo quello definito ‘agricolo’ dagli strumenti urbanistici vigenti nei Comuni, il che significa che i Comuni potranno continuare a pianificare i loro consumi di suolo come hanno sempre fatto, trasformando i suoli agricoli in suoli edificabili mediante i piani urbanistici, facendoli così uscire dall’ambito di applicazione della legge. Noi chiediamo che le “aree agricole” siano definite in funzione del loro stato di fatto (tutte le superfici interessate dalla presenza di suoli produttivi vegetati, coltivati, incolti o forestali, attualmente non interessate da edificazioni);

la soppressione della soglia massima di superficie agricola “edificabile” prevista dal ddl, anteponendo – per ognuno dei Comuni italiani – un prioritario censimento del patrimonio edilizio esistente e le sue potenzialità residue;

il prolungamento ad almeno 20 anni del divieto di mutamento di destinazione per i terreni che hanno beneficiato di aiuti di Stato e Comunitari (molti dei quali prevedono interventi, ad esempio agropaesistici e forestali, la cui maturità interviene oltre i 10 anni dall’impianto).

E abbiamo così concluso:

“Il DdL coglie nel segno quando propone di bloccare la distrazione di risorse provenienti da oneri di urbanizzazione per coprire le spese correnti dei comuni: è inaccettabile che i comuni svendano il territorio per esigenze di cassa. Ma su questo ci aspettiamo un segnale chiaro da parte del Parlamento, che invece negli ultimi anni ha sistematicamente riproposto questa possibilità attraverso le Leggi finanziarie”.

E ORA?

Per quanto ci riguarda, abbiamo chiesto al Ministro Catania un incontro a breve per illustrare le nostre proposte e un successivo incontro pubblico – in forma di seminario/convegno, in data ancora da definire – per ragionarne con lui, con il Ministro Ornaghi (Beni Culturali) e con autorevoli altri soggetti.

La nostra segreteria nazionale sta iniziando a trasmettere – ai media, al mondo politico e amministrativo e a tutte le nostre componenti – i comunicati stampa, il documento di osservazioni e altri materiali esplicativi, per favorire una diffusione ampia delle nostre proposte.

A livello locale è bene che i nostri Comitati facciano altrettanto, utilizzando la stampa locale e i banchetti/iniziative pubbliche.

E’ bene non essere troppo entusiasti del DDL Catania. Certamente è stato importantissimo per i risvolti mediatici che le parole (di Monti e Catania) sull’eccesso di cementificazione hanno captato. Ma, a nostro parere, il testo del DDL è ancora molto debole in alcune sue parti e rischia di non produrre i risultati attesi.

Quindi restiamo “felici” per il pronunciamento “filosofico”, ma dubbiosi su quelli tecnici.

Inoltre, l’iter parlamentare non avrà vita facile e l’imminenza dello scioglimento delle Camere per le prossime elezioni politiche è probabile non consenta di arrivarne all’approvazione in tempi utili.

Si è però aperto un nuovo scenario di consapevolezza: approfittiamone, da oggi non siamo più soli a sostenere la difesa del suolo …

Infine, è importante sottolineare che un documento di puntualizzazione al DDL proposto dal Consiglio dei Ministri fosse assolutamente necessario (per noi, per i Ministri, per tutti i soggetti politici e per la Società Civile …) e possiamo affermare che si tratta di un ottimo documento, frutto di un ennesimo lavoro comune e collettivo che ha coinvolto decine di nostri aderenti e confermato la nostra capacità di raggiungere punti di sintesi assoluti e condivisi.
E dato che fra qualche giorno sarà l’ora di riprendere il lavoro per la stesura della nostra Proposta di Legge d’iniziativa popolare … ora abbiamo una conferma in più sulle nostre possibilità di riuscire a preparare un altro importante documento collettivo !!!!

Visualizza il documento con le nostre osservazioni al disegno di legge del Ministro Catania 

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