Zona barona, dietro al parco Teramo

Il giorno stesso che abbiamo aperto la mappa, accanto al pallino di Cascina Zerbone, che avevamo introdotto a fine esplicativo, è comparso un’altro pallino o meglio è comparsa, nell’elenco delle segnalazioni dell’amministratore, la segnalazione di “Zona barona, dietro al parco Teramo”.

Non avevamo neanche pensato che un evento di quel tipo fosse possibile, visto che la mappa era ancora ed è ancora in fase di studio.
Riportiamo il dettaglio di questa epifania per vedere quali sono le differenze rispetto a quanto avevamo fatto noi e che stimoli possiamo trarne.

Vi possiamo assicurare che il grosso assomiglia a quanto avevamo fatto noi per Cascina Zerbone tranne due cose.  La prima estremamente positiva, e infatti l’abbiamo immediatamente adottata (mappare l’area dell’intervento con un poligono utilizzando lo specifico bottone sotto la mappa). La seconda, che adesso definiamo per comodità di contrapposizione, come “negativa” ovvero la totale assenza di riferimenti a chi si sta facendo carico del problema.

Questo per noi è un elemento fondante. Se non vengono messi riferimenti esterni è la mappa il fine della comunicazione visto che una volta che è stata raggiunta non è possibile andare da alcuna altra parte.

Nel nostro caso abbiamo indicato gli estremi di questo blog proprio perché tutto il materiale che riguarda quell’area è in questo blog e quindi chi raggiunge la mappa tramite quella raggiunge noi.

Una mappa fatta in  questo modo permetterebbe a tutti quelli che vi mettono il loro bollino di essere ritrovati e quindi la mappa diventerebbe uno strumento di comunicazione tra i gruppi perdendo quella autoreferenzialità di cui non sentiamo assolutamente il bisogno.

Nessuno ha la pretesa di fare una mappa esaustiva di tutti i luoghi da salvare a Milano ma sarebbe bello che tutti quelli che stanno lavorando a qualche progetto di preservazione del suolo si conoscessero tra loro.

E’ chiaro che un è obiettivo che va perseguito agendo con tutte le risorse che siano in grado di convincere i gruppi a condividere questo nuovo canale. Chi ha mailing list, siti, manifestazioni e persino banchetti deve presentarla e fare in modo che i pallini sulla mappa aumentino come quelli di un morbillo particolarmente virulento.

Ma cosa facciamo della” Zona Barona, dietro il Parco Teramo”? Visto che non fa riferimento ad alcuno che se ne occupa la togliamo?
Questa non ci sembra una buona idea visto che da un lato qui non si censura nessuno e dall’altro, visto che il processo di definizione del progetto non è concluso, bisogna assolutamente imparare dagli stimoli che tutti devono apportare.

La compilazione della segnalazione di “Zona Barona” può essere stata influenzata da una dimenticanza : chi ha compilato il modulo non conosceva le regole di compilazione (che sono ancora in divenire …) e quindi si fa carico di completarlo o è frutto di un‘assenza:  non esiste alcuno che si fa carico del problema.  Il caso intermedio, chi fa la segnalazione, non conosce chi si fa carico del problema, può essere ricondotto al caso della dimenticanza laddove chi lo risolve non è lo stesso che l’ha segnalato.

Il vero problema è l’assenza visto che se è una mappa che mappa di chi si occupa dei problemi questa non può contenere informazioni di tipo diverso. E quindi che facciamo?  Si potrebbe attendere per vedere se l’assenza si trasforma in dimenticanza e laddove questo non fosse possibile stimolare  il segnalatore a farsi carico del problema. L’obbiettivo della mappa è tracciare i problemi passando attraverso una documentazione approfondita del problema e quindi qualsiasi cittadino può, debitamente aiutato documentare quello che vede, e quindi entrare a pieno titolo nelle motivazioni di utilizzo della mappa. Diventare una sorta di Custode del Territorio almeno dal punto di vista informativo.

Iniziando a parlarne in giro, una delle prime osservazioni che ci sono state fatte è che le informazioni creano contrapposizione (scusate l’eufemismo) e quindi tutti hanno cercato di disilluderci sulle possibilità di successo dell’iniziativa. Noi crediamo che questo sia proprio il punto da cui partire. Se non Condiviamo, tra quelli che lo hanno a cuore l’idea di Suolo, come possiamo pretendere che diventi un’idea diffusa?  Attenzione la condivisione che vorremmo è solo a livello informativo. L’eventuale collaborazione tra pari verrà fatta sul territorio, ma sarà eventualmente possibile solo se tutti quelli interessati sanno dove sono l’un altro.

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