Convenzione Europea Del Paesaggio

Questa è la domanda che vorremo porre agli oratori del Convegno Le proposte di legge sul contenimento del consumo di suolo a confronto che si terrà a Milano il 12/7/2013.

Considerando che l’Italia ha ratificato la Convenzione Europea del Paesaggio – (Legge 9 gennaio 2006, n.14) la quale nel primo articolo definisce il “Paesaggio” come ciò che  designa una determinata parte di territorio, cosi come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni» ma che subito dopo nel secondo articolo definisce le “Politiche del Paesaggio” come quelle che «designano la formulazione, da parte delle autorità pubbliche competenti, dei principi generali, delle strategie e degli orientamenti che consentano l’adozione di misure specifiche finalizzate a salvaguardare gestire e pianificare il paesaggio» volevo sapere quanto i Vostri disegni di legge sono conformi a quanto definito dalla convenzione sotto la voce “azioni specifiche” Sensibilizzazione, Formazione ed Educazione, Identificazione e Valutazione e definizione degli Obbiettivi di Qualità Paesaggistica? Cioè quanta attenzione è stata data all’aspetto scientifico e di ricerca e quanta attenzione è stata data alla sensibilizzazione della cittadinanza verso i temi specifici delle leggi presentate?

Osservatori Del Paesaggio Piemonte

A Firenze il 27/28 giugno c’è stato “Il 5 incontro dei Seminari di Careggi”  che si proponeva di passare in rassegna le attività condotte degli osservatori del paesaggio in Europa nel perseguimento degli obiettivi stabiliti dalla CEP (Convenzione Europea del Paesaggio, firmata a Firenze nel 2000), considerando il loro ruolo  nei rapporti con i diversi stakeholders: autorità pubbliche a livello locale, regionale e statale; istituzioni civiche e di società civile; mondo accademico e comunità scientifica. Secondo la CEP, gli osservatori del paesaggio costituiscono uno dei principali strumenti per lo sviluppo di politiche paesaggistiche. Tra le linee guida per l’implementazione della Convenzione adottate dal Consiglio dei Ministri del Consiglio d’Europa, gli osservatori, centri o istituti del paesaggio giocano un ruolo fondamentale come centri per lo studio, l’osservazione, la caratterizzazione e l’evoluzione del paesaggio, provvedendo inoltre assistenza alle pubbliche amministrazioni su questione riguardanti la protezione, la gestione e la pianificazione del paesaggio a tutti i suoi livelli.

Giornate Di Careggi

Domande come quelle che vedete nella foto scorrevano nelle presentazioni delle varie esperienze regionali. Molto significative le esperienze piemontesi e quelle venete dove l’integrazione tra la proposta regionale istituzionale e le esperienze dal basso ha dato ottimi frutti, infatti entrambe le regioni hanno ben 8 osservatori distribuiti sul territorio e gestiti da cittadini (Osservatorio del paesaggio per l’anfiteatro Morenico di Ivrea, Osservatorio del Paesaggio dei Parchi del Po e della Collina Torinese, Osservatorio del Biellese, Osservatorio del Paesaggio del Monferrato e l’Astigiano, Osservatorio per la tutela del Paesaggio di Langhe e Langhe e Roero) .
Particolarmente significativa l’esperienza della Provincia di Trento dove l’istituzione ha centrato il suo intervento sulla formazione (STEP) a partire dalla quale vengono da un lato definiti gli ambiti del problema e dall’altro specifiche indagini contribuiscono a dare fondamento alle definizione della PEC. Quasi tutti hanno preso come elemento di esempio l’esperienza della regione della Catalunya che potete seguire anche su Twitter e Facebook. Qui il discorso è molto avanti e l’attuazione della convenzione ha dato riscontri su diversi discorsi di mappature e approfondimenti per un uso proattivo dell’idea di Paesaggio che lo porti ad essere visto come motore di sviluppo economico.

La Regione Toscana, non ha ancora istituito il suo Osservatorio del Paesaggio, perché questo dovrà essere la naturale conseguenza del “Il Piano di indirizzo territoriale con valore di Piano Paesaggistico in attuazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio” che uscirà a breve. Lo stesso percorso è stato fatto dalla Regione Puglia e impressionanti sono gli sforzi fatti per definire i Cataloghi degli oggetti che identificano il Paesaggio. Uno sforzo scientifico teso a creare una metodologia che possa definire gli aspetti che compongono il paesaggio, elementi che includono anche gli aspetti di pianificazione territoriale.
Alla fine della riunione è stato presentato un lavoro sull‘Ecologia del Paesaggio del Monte di Portofino dove la sintesi è proprio una carta che permetta agli operatori di comprendere tutti gli aspetti di un Paesaggio a partire dai suoi dettagli scientifici.

Carta Dell'Ecologia del Paesaggio del Monte di Portofino

La carta è una sintesi di molte indagini tra le quali abbiamo preso ad esempio l’analisi di Esposizione dei Versanti di tutto il promontorio.

Carta dell'Esposizione dei Versanti del Monte di Portofino

Questi sono brevi cenni per illustrare esperienze significative che sembrano relegate ad un ambito accademico o istituzionale.  Gli atti completi di questo 5 seminario verranno pubblicati come al solito nei Quaderni di Careggi.

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