Archivio mensile:luglio 2013

Le Risposte del Centro di Ricerche sui Consumi di Suolo

Evviva. Sono arrivate le prime risposte alle  domande della rete. Il nostro convegno è stato recensito anche dal Forum Nazionale e mi sembra ineccepibile la conclusione  Il messaggio finale è quello che era già evidente dall’inizio: a questo punto è indispensabile cercare una sintesi dei buoni “ingredienti” portati dalle diverse proposte. Realizzare quindi un unico “prodotto”, da discutere a Roma, con la speranza che arrivi presto alla sperata approvazione.”

La misurazione del Consumo di Suolo alla Scala Nazionale

Comunque a metà di quel resoconto  troneggia l‘impegno preso dagli oratori personalmente con noi di Salviamo il Paesaggio Milano di rispondere alle domande della rete visto che non era stato possibile farlo durante il convegno stesso. Siamo contentissimi di ospitare le prime risposte che ci ha inviato personalmente a nome del CRCS Silvia Ronchi l’oratrice che ha aperto il convegno. Contiamo che arrivino anche le altre e non ci preoccuperemo se l’ordine di arrivo non dovesse corrispondere con l’ordine degli interventi succedutesi a Palazzo Marino.

Le risposte originali le trovate qui mentre Silvia Ronchi, Stefano Salata e Damiano Di Simine li potete reincontrare al convegno sulla Misurazione del consumo di suolo alla scala  nazionale che si terrà a Milano il 23/9/2013

La conferenza

Ringraziando i partecipanti e  tutti quelli che l’hanno resa possibile  ecco il materiale della conferenza Le Proposte di Legge sul Consumo di Suolo a Confronto tenutasi a Palazzo Marino il 12/7/2013

La conferenza sul Consumo di Suolo a Palazzo Marino

La ripresa video

La presentazione di Silvia Ronchi, Stefano Salata Soil sealing: Linee guida e indicazioni europee.

Gli oratori ci hanno promesso la risposta scritta alle Domande della Rete appena le avremo le pubblicheremo immediatamente

Beppe Carpentieri ci inviato un approfondimento al suo intervento alla conferenza:  Sul governo del territorio .

Le domande dalla rete

Queste sono le domande che ci sono pervenute dalla rete e che saranno poste agli oratori del convegno Le proposte di legge sul contenimento del consumo di suolo a confronto che si terrà a Milano il 12/7/2013 . L’idea era che al convegno gli  Spettatori avessero le conoscenze per essere veramente Attivi

Salviamo il paesaggio

1) Nei vostri disegni di legge come sono stati trattati i concetti di perequazione, compensazioni e diritti edificatori?
Perequazione, compensazioni e diritti edificatori

2) Le proposte di legge sono in grado di fermare ed arginare il fenomeno dell’Urban Sprawl che sta connotando in modo irreversibile il territorio italiano e che sta creando periferie anonime e indistinte, caricando bilanci comunali di spese legate alla erogazione di servizi ai cittadini, alla realizzazione di infrastrutture ed alla manutenzione della città diffusa.
Domenico Finiguerra

3) Al cuore del disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri c’è l’indicazione di fissare per decreto una soglia massima di suolo agricolo “consumabile”. Un’idea alquanto grossolana e pericolosa di stabilire una zona franca (già sperimentata con insuccesso, ad esempio dalla Regione Veneto e dalla Provincia di Milano, dove la creatività dei pianificatori comunali si è cimentata nel truccare numeri e interpretazioni spensierate al fine di giustificare vistosi sforamenti delle soglie pur perentorie), una linea rossa oltre la quale non si può far nulla. Ma, entro la soglia concessa, si può fare tutto, anche in termini di nuova urbanizzazione, per di più fregiandosi dell’attributo di comune virtuoso, semplicemente perché si è consumato un po’ meno di quanto il decreto dello Stato Centrale avrebbe consentito di fare. Un’idea che, variamente declinata, trova spazio in diverse delle proposte di legge scritte da parlamentari di maggioranza e di opposizione, e che verranno discusse congiuntamente a quella del Governo.
Fissare un limite invalicabile (per quanto?) in forma di linea sulla carta, stabilire che ‘non si va oltre’ è, paradossalmente, un grande favore alla rendita immobiliare, sempre attratta da linee, che siano strade, coste o confini di parco?
Consumo di suolo e riforme legislative: un territorio, due visioni

4) Nei vostri disegni di legge vengono presi in considerazione approcci progettuali, propositivi, attivi, basati su politiche di valorizzazione territoriale alternativi rispetto al mero valore immobiliare?

5) Nei vostri disegni disegni di legge quanta considerazione viene attribuita alla socializzazione delle proposte in termini interattivi con gli attori delle pratiche sociali e le politiche sul territorio, che vada al di là della sola cerchia degli esperti?
Per un nuovo ciclo di valorizzazione territoriale alternativa

6) Quali strumenti prevede la vostra proposta di legge per superare il modo tradizionale di fare urbanistica? Come tali strumenti si posizionano nel dibattito aperto tra urbanistica “contrattata” e urbanistica “partecipata”?

7) In che modo la vostra proposta di legge intende agire per aprire il settore urbanistico a nuove figure professionali, in grado di interpretare il territorio come un sistema complesso?
I Binari e la Radura

8) Condividiamo la politica del risparmio di suolo ma siamo consapevoli del rischio che tale politica possa portare ad eccessive edificazioni del tessuto abitato, con stravolgimento della qualità urbanistica delle città.
Ci battiamo da tempo, in Lombardia , contro le leggi regionali che hanno permesso la costruzione di ecomostri di grande altezza al posto di edifici di uno-due piani ed ora contrastiamo, con appelli al Governo, al Parlamento e alle forze della società civile, la norma del Decreto del Fare che consentirebbe a demolizione e ricostruzione di edifici senza rispettare il vincolo di sagoma. Tale norma, già vigente in Lombardia prima di essere abolita dalla sentenza 309/2011 della Corte Costituzionale, ha prodotto in questa regione danni gravissimi agli abitanti in moltissime aree delle città .
Riteniamo che si debba privilegiare la trasformazione delle grandi fabbriche dismesse o delle aree ferroviarie e demaniali rispetto ad edifici nei cortili, sottotetti ed edifici artigianali nel tessuto cittadino.
Chiediamo ai relatori al Convegno di esprimersi al riguardo e dire se sono disposti ad appoggiare la nostra battaglia per modificare in sede parlamentare il decreto predetto,nella fase di conversione in legge, al fine di garantire che il paesaggio urbano non venga stravolto e la vita dei cittadini devastata da costruzioni altamente invasive.
La Politica e i Cittadini

9)      “Pensiamo che il consumo di suolo sia anche un problema di carattere culturale, oggi abbastanza noto per le campagne di informazione fatte negli ultimi anni da comitati locali ed associazioni ambientaliste che hanno portato la politica ad interessarsi dell’argomento, ma forse ancora di non immediata comprensione per i cittadini. A nostro avviso ogni scelta relativa alla trasformazione del territorio dovrebbe essere condivisa con le comunità locali ed in particolare una proposta di legge che si prefigge di contenere il consumo di suolo – perché risorsa scarsa e bene comune – dovrebbe contenere nel proprio articolato disposizioni relative agli aspetti di educazione, informazione e partecipazione. Tali aspetti  come vengono trattati (implicitamente o esplicitamente) nelle proposte di legge in discussione?”.

10)      La Tabella di Marcia europea per un uso efficiente delle risorse COM(2011)571 si propone di raggiungere il target dell’azzeramento del consumo di suolo in Europa entro il 2050. Nelle proposte di legge in discussione in generale non si fa cenno al raggiungimento di obiettivi quantitativi di riduzione del consumo di suolo a livello nazionale, se non nel caso delle proposte “Catania” e “Letta” che demandano però ad atti successivi la definizione di “soglie” o limiti al consumo di suolo. Siete favorevoli o contrari alla definizione di target specifici (obiettivi numerici/percentuali) di contenimento del consumo di suolo? A vostro avviso l’apposizione di soglie-limite all’urbanizzazione, anche differenziate in relazione ai diversi contesti territoriali, come si relaziona con il fenomeno della “rendita urbana”?

11)       Come ben sapete, nella Costituzione Italiana la materia “Governo del territorio” è disciplinata dall’articolo 117, tra le competenze di legislazione concorrente,  in cui spetta alle Regioni legiferare sulla base di principi emanati dallo Stato. A nostro avviso la disciplina dell’uso del suolo avendo a che fare con l’organizzazione e la gestione del territorio (la pianificazione) può rientrare a pieno titolo nella materia “Governo del territorio”. Ora, la legge urbanistica fondamentale dello  Stato risale al 1942, ed  è oggi in parte “stravolta” dalle normative urbanistiche regionali che spesso ne hanno modificato profondamente l’impianto.  Pensiamo che l’argomento “consumo di suolo” dovrebbe essere trattato in maniera organica nell’ambito di una revisione generale della normativa urbanistica nazionale. Qual’è la vostra opinione?
Nuova Era Urbana

12) Considerando che l’Italia ha ratificato la Convenzione Europea del Paesaggio – (Legge 9 gennaio 2006, n.14) la quale nel primo articolo definisce il “Paesaggio” come ciò che  designa una determinata parte di territorio, cosi come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni» ma che subito dopo nel secondo articolo definisce le “Politiche del Paesaggio” come quelle che «designano la formulazione, da parte delle autorità pubbliche competenti, dei principi generali, delle strategie e degli orientamenti che consentano l’adozione di misure specifiche finalizzate a salvaguardare gestire e pianificare il paesaggio» volevo sapere quanto i Vostri disegni di legge sono conformi a quanto definito dalla convenzione sotto la voce “azioni specifiche” Sensibilizzazione, Formazione ed Educazione, Identificazione e Valutazione e definizione degli Obbiettivi di Qualità Paesaggistica? Cioè quanta attenzione è stata data all’aspetto scientifico e di ricerca e quanta attenzione è stata data alla sensibilizzazione della cittadinanza verso i temi specifici delle leggi presentate?
Convenzione Europea del Paesaggio

13) Per salvare il suolo ed il paesaggio propongo che le aziende che decidono di delocalizzare andando all’estero, siano prima obbligate a bonificare il sito che lasciano, nel caso che questo non venisse occupato da un’altra azienda.
Windows Live Spaces

14) Il mercato delle ristrutturazioni, dell’efficentamento (terribile parola) energetico e i lavori per la tutela idrogeologica del territorio sono sufficienti a impiegare la manodopera tradizionalmente impegnata nella costruzione di nuovi edifici?
Nonconimieisoldi

Volantino con le domande da scaricare

Per un nuovo ciclo di valorizzazione territoriale alternativa

Prof. Giorgio Ferraresi
Società dei Territorialisti/e

Colgo l’occasione  dell’incontro Le proposte di legge sul contenimento del consumo di suolo a confronto che si terrà a Milano il 12/7/2013  per fare due domande strettamente connesse tra loro, con le quali verificare l’attenzione prestata dai disegni di legge ad argomenti che ci stanno molto a cuore e laddove la risposta fosse negativa capire quali sono gli spazi per continuare a discutere di questi temi.

Convegno Territorialisti

Nei vostri disegni di legge vengono presi in considerazione approcci progettuali, propositivi, attivi, basati su politiche di valorizzazione territoriale alternativi rispetto al mero valore immobiliare?

Pur riconoscendo che ci troviamo a discutere in termini prevalentemente normativi di proposte di legge, non si capisce perché dobbiamo accettare la impotenza della norma (urbanistica) e del contrattualismo di compensazione /perequazione che non cambiano visione di scenario, ma trattano in termini più o meno rigorosi con lo stesso meccanismo che ha generato il disastro.
Anche un apparato normativo non può che essere fondato su indirizzi di politiche e progetti di trasformazione che riguardino le alternative alla presente socioeconomia dell’uso del suolo.
Possiamo finalmente provare a mettere in gioco la posta vera: il riferimento nella prassi al concetto di un altro valore territoriale, non immobiliare, basato sulla conversione ecologica, come antagonista progettuale del consumo di suolo.

Si tratta di riferirsi a tracciati di altra economia, nuove forme di produzione, di scambio e forme sociali, un processo attivo che abbia al centro la riapertura di un ciclo valorizzazione territoriale fondato, ora, principalmente sul ritorno della capacità rigenerativa dell’agricoltura, della neoruralità, dopo un intero ciclo storico di espulsione; e su una ricerca della profondità dell’urbano (non della sua espansione o densificazione).
Si badi bene che (per questa mancanza di opzioni di fondo) altre politiche pubbliche influenti su questo tema, stanno definendosi in termini gravemente lesivi del controllo del consumo di suolo: ad esempio sia il decreto che consente di nuovo la spendibilità degli oneri di urbanizzazione per spese correnti dei comuni, sia il progetto (tra Ministero dell’Agricoltura e Cassa Depositi e Prestiti) sulla alienazione del demanio agricolo.

Nei vostri disegni disegni di legge quanta considerazione viene attribuita alla socializzazione delle proposte in termini interattivi con gli attori delle pratiche sociali e le politiche sul territorio, che vada al di là della sola cerchia degli esperti?

Sostengo che, se si assumesse proprio questo punto di vista strutturale su un altro valore territoriale, ci si renderebbe conto che nella pratica sociale e nella ricerca ad essa intrecciata un buon cammino è già in corso. Basta coglierlo e proporlo anche in elementi di politiche pubbliche, pure partendo da progetti pilota minuti, inversioni di tendenza da disseminare. Coinvolgendo questi mondi anche una legge troverebbe senso ulteriore, consenso ed efficacia, e potrebbe agire per processi esemplari in aree critiche e disseminazione.
E si potrebbe contare inoltre anche su avanzamenti teorici ed esperienze di avanguardia negli stessi piani paesistici/territoriali che si fondano su quegli elementi di socio-economie e progetti locali di neoruralità e rifondazione urbana.
Se mi permettete un’indicazione pertinente, nelle recenti proposte della Società dei Territorialisti/e (convegno a Milano a metà maggio sul Ritorno alla terra e nel primo numero in uscita della nuova rivista Scienze del territorio sul medesimo tema) si incontra un rilevante materiale intrecciato sia di esperienze locali in corso che di progetto paesistico di territorio con questa impostazione.

Durante il convegno Ritorno alla terra per un’intera giornata abbiamo scandagliato tutte le esperienze già attive sui territori. Sono questi i protagonisti che vorremmo diventassero parte attiva anche nella formazione dei processi legislativi . Ecco tutte le tavole  (formato .jpg con risoluzione 72dpi) presentate al convegno i cui materiali potete approfondire al seguente  link.

Uscendo per un attimo dallo specifico delle domande vogliamo riportare come contributo specifico all’incontro di Milano le osservazioni di  Anna Marson Assessore all’Urbanistica, Pianificazione territoriale e paesaggio della Regione Toscana, nonché nostro associato, sulle proposte di legge in materia di contenimento del consumo di suolo pubblicato su Eddyburg.

Consumo di suolo e riforme legislative: un territorio, due visioni

Ecco il testo di presentazione con cui Legambiente Lombardia invita le persone, tramite la sua mailing-list, al nostro Convegno Sul Contenimento del Consumo di Suolo .  E’ sicuramente un testo di supporto ad una tesi che vogliamo sia retoricamente trasformata in domanda in linea con la nostra idea di Spettatori Attivi

Legambiente Lombardia Convegno Consumo di Suolo 12/7/2013

La discussione su quale sia la norma ‘giusta’ per fermare il consumo di suolo tiene banco, e continuerà a farlo ancora a lungo ora che il Consiglio dei Ministri ha approvato il proprio disegno di legge. La proposta riprende il testo originario della cd. legge ‘Catania’ presentata dal Governo Monti, confermando alcuni miglioramenti introdotti nella discussione con le Regioni e cancellandone altri. Al cuore della proposta c’è l’indicazione di fissare per decreto una soglia massima di suolo agricolo “consumabile”. Un’idea alquanto grossolana e pericolosa di stabilire una zona franca (già sperimentata con insuccesso, ad esempio dalla Regione Veneto e dalla Provincia di Milano, dove la creatività dei pianificatori comunali si è cimentata nel truccare numeri e interpretazioni spensierate al fine di giustificare vistosi sforamenti delle soglie pur perentorie), una linea rossa oltre la quale non si può far nulla. Ma, entro la soglia concessa, si può fare tutto, anche in termini di nuova urbanizzazione, per di più fregiandosi dell’attributo di comune virtuoso, semplicemente perchè si è consumato un po’ meno di quanto il decreto dello Stato Centrale avrebbe consentito di fare.
Al Parlamento lasciamo la responsabilità di migliorare quella norma, anche solo per ripristinare le modifiche concordate con le Regioni (che avevano ottenuto, in sede di Conferenza Unificata, che quella soglia non fosse un limite arbitrario ma un obiettivo da raggiungere attraverso programmi e riforme strutturali sviluppate dalle Regioni stesse, esattamente come avviene nella normativa tedesca). Al di là di cosa (e se) verrà approvato dal Parlamento, quel testo è figlio di una visione, cara ad una semplice e vecchia idea della pianificazione come mosaico di vincoli e destinazioni ammesse, che – se va bene per difendere beni culturali e ambientali, visuali sensibili e centri storici – non è lo strumento adatto per passare all’offensiva, mettendo in campo valori positivi sul suolo e sulla città. Un’idea che, variamente declinata, trova spazio in diverse delle proposte di legge scritte da parlamentari di maggioranza e di opposizione, e che verranno discusse congiuntamente a quella del Governo.
Fissare un limite invalicabile (per quanto?) in forma di linea sulla carta, stabilire che ‘non si va oltre’ è, paradossalmente, un grande favore alla rendita immobiliare, sempre attratta da linee, che siano strade, coste o confini di parco. Perchè qualcosa succede lungo quelle linee. Succede ad esempio che una urbanizzazione lì appostata diventa un appartamento di pregio con vista parco, o affaccio a lago. Si vende meglio, e spuntando prezzi più alti, connessi con la garanzia (istituzionale) che davanti alla finestra il cliente non vedrà sorgere un nuovo palazzo ad occultare quella vista tanto bramata. Ma poi, in definitiva, è solo una linea. E se è complicato spostare una linea di costa, il confine di un parco invece sarà pur modificabile, all’occorrenza, per le solite impreviste e ineludibili necessità, o per funzioni che devono occupare proprio quello spazio fino a ieri intangibile (vedi la terza pista di Malpensa nel Parco del Ticino o il Cerba nel parco sud Milano, o le piste mondiali per lo sci nel Parco dello Stelvio). Figuriamoci poi se parliamo di confini tra zone urbanistiche: il film è già visto, in mille varianti, da quando Francesco Rosi lo ha impresso su pellicola, 50 anni fa, con ‘Le mani sulla Città’.
Sui confini si apposta la rendita immobiliare. A descrivere la misura in cui i confini invalicabili si trasformino in nuovi orizzonti di consumo di suolo basti l’esempio del Parco Agricolo Sud Milano, una linea tracciata nelle fertili campagne del Milanese. Il parco ha funzionato nell’azione di conservazione al suo interno (anche se urbanizzazioni, opere non altrimenti localizzabili e simili si sono portate via, in dieci anni, 1042 ettari di terre fertili). Ma appena fuori dai suoi confini? I ricercatori del CRCS (www.consumosuolo.org) hanno provato a misurare le trasformazioni d’uso del suolo entro una fascia di 500 m all’esterno dei frastagliati confini del parco, ebbene: in dieci anni, sono scomparsi sotto il cemento 2042 ettari di SAU: in totale, nel parco agricolo e ai suoi stretti margini sono sparite aree agricole corrispondenti al 45% di quelle scomparse, nello stesso periodo, nell’intera provincia di Milano, capoluogo compreso. Ecco come funzionano i confini. E’ ovviamente fin troppo facile prevedere che presto la provvista di suoli esterni al parco non potrà che esaurirsi. E infatti nel Parco Sud è già iniziata la stagione delle deroghe ai confini, ovvero dello spostamento della linea oltre il quale non si poteva andare.
Alla visione difensiva, così cara all’intellighenzia urbanistica e all’ambientalismo ‘sindacale’ delle tante e giuste battaglie civili per istituire e difendere quei confini, fa da contraltare una modalità molto più aggressiva per fermare il consumo di suolo: una modalità che pretende di agire sulla leva economica – il differenziale di rendita – che determina l’espansione urbana, e che si regge su due pilastri per neutralizzarne la dinamica espansiva: la penalizzazione delle urbanizzazioni su terreni liberi, e l’incentivazione/semplificazione degli interventi di rigenerazione urbana. Si tratta di un fronte da aprire necessariamente se vogliamo che il suolo diventi bene comune nei fatti, e non solo nelle carte dei piani. Non stupisce che la proposta di legge (cd. ‘Realacci’) che ha introdotto questo principio sia entrata nell’occhio del ciclone della polemica. E’ una proposta dirompente per chi da decenni si era accomodato sugli accrediti intellettuali garantiti dall’ambientalismo della conservazione, e che ha portato voci autorevoli a gridare allo scandalo per una proposta che contiene il principio in virtù del quale per urbanizzare bisognasse pagare: un mercimonio indecente, contrapposto alla situazione attuale in cui invece urbanizzare, consumare suolo, è gratis e fa tanto arricchire chi lo fa.
A noi, invece, l’approccio etico e il giusto sdegno non bastano. Viviamo il momento più favorevole di sempre per introdurre una riforma dei suoli, con la consapevolezza che ad essa deve associarsi anche una presa di responsabilità verso il troppo (e generalmente male) costruito dei decenni passati. In questo momento cambiare le regole, trascrivere nell’ordinamento del nostro Paese le misure indicate dalla strategia europea sui suoli (che prospetta un obiettivo ‘consumo netto di suolo pari a zero’, anche se da qui al 2050), significa cogliere un’occasione irripetibile, per impedire che dopo la crisi il capitale finanziario torni ad alimentare quella macchina distruttrice che è la speculazione immobiliare sui suoli liberi.

Le Proposte a Livello Nazionale sul Consumo di Suolo

Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici
Non tutto è farina della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici ma il grosso della discussione sulle proposte di legge sul Consumo di Suolo a livello nazionale avviene in quelle stanze. E’ proprio per non lasciare soli i parlamentari che abbiamo pensato che il DDL Letta, il Pdl Realacci, quello del M5s  e le proposta del WWF e di Eddyburg, debbono essere analizzati anche da noi tutti nel Convegno del 12/7/2013 a Palazzo Marino .
La prima analisi critica che abbiamo visto è quella di  Damiano Di Simine di Legambiente. E’  importante leggerla per vedere quali sono i temi comuni che, indipendentemente dalla struttura, sono stati affrontati  con la  scrittura delle proposte di legge. E’ questa l’idea che stiamo cercando di portare avanti per fare un convegno in cui gli Spettatori possano essere realmente Attivi.  Se avrete gli strumenti per capire come i concetti generali sono stati implementati nei vari disegni di legge, potrete rafforzare quelli che riterrete più consoni alle vostre convinzioni.
 

Perequazione, compensazioni e diritti edificatori

Questa è la domanda che vorremo porre agli oratori del Convegno Le proposte di legge sul contenimento del consumo di suolo a confronto che si terrà a Milano il 12/7/2013.

Nei vostri disegni di legge come sono stati trattati i concetti di Perequazione, compensazioni e diritti edificatori?

Perequazione PUC 2000
La perequazione e il Signor Rossi

Tutto l’approfondimento e quindi la domanda derivano dal convegno avvenuto il 18/6/2013 a Roma organizzato da  una rete di movimenti e dal forum di Salviamo il Paesaggio. Ecco l’approfondimento  Perequazione, compensazioni e diritti edificatori