Le domande dalla rete

Queste sono le domande che ci sono pervenute dalla rete e che saranno poste agli oratori del convegno Le proposte di legge sul contenimento del consumo di suolo a confronto che si terrà a Milano il 12/7/2013 . L’idea era che al convegno gli  Spettatori avessero le conoscenze per essere veramente Attivi

Salviamo il paesaggio

1) Nei vostri disegni di legge come sono stati trattati i concetti di perequazione, compensazioni e diritti edificatori?
Perequazione, compensazioni e diritti edificatori

2) Le proposte di legge sono in grado di fermare ed arginare il fenomeno dell’Urban Sprawl che sta connotando in modo irreversibile il territorio italiano e che sta creando periferie anonime e indistinte, caricando bilanci comunali di spese legate alla erogazione di servizi ai cittadini, alla realizzazione di infrastrutture ed alla manutenzione della città diffusa.
Domenico Finiguerra

3) Al cuore del disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri c’è l’indicazione di fissare per decreto una soglia massima di suolo agricolo “consumabile”. Un’idea alquanto grossolana e pericolosa di stabilire una zona franca (già sperimentata con insuccesso, ad esempio dalla Regione Veneto e dalla Provincia di Milano, dove la creatività dei pianificatori comunali si è cimentata nel truccare numeri e interpretazioni spensierate al fine di giustificare vistosi sforamenti delle soglie pur perentorie), una linea rossa oltre la quale non si può far nulla. Ma, entro la soglia concessa, si può fare tutto, anche in termini di nuova urbanizzazione, per di più fregiandosi dell’attributo di comune virtuoso, semplicemente perché si è consumato un po’ meno di quanto il decreto dello Stato Centrale avrebbe consentito di fare. Un’idea che, variamente declinata, trova spazio in diverse delle proposte di legge scritte da parlamentari di maggioranza e di opposizione, e che verranno discusse congiuntamente a quella del Governo.
Fissare un limite invalicabile (per quanto?) in forma di linea sulla carta, stabilire che ‘non si va oltre’ è, paradossalmente, un grande favore alla rendita immobiliare, sempre attratta da linee, che siano strade, coste o confini di parco?
Consumo di suolo e riforme legislative: un territorio, due visioni

4) Nei vostri disegni di legge vengono presi in considerazione approcci progettuali, propositivi, attivi, basati su politiche di valorizzazione territoriale alternativi rispetto al mero valore immobiliare?

5) Nei vostri disegni disegni di legge quanta considerazione viene attribuita alla socializzazione delle proposte in termini interattivi con gli attori delle pratiche sociali e le politiche sul territorio, che vada al di là della sola cerchia degli esperti?
Per un nuovo ciclo di valorizzazione territoriale alternativa

6) Quali strumenti prevede la vostra proposta di legge per superare il modo tradizionale di fare urbanistica? Come tali strumenti si posizionano nel dibattito aperto tra urbanistica “contrattata” e urbanistica “partecipata”?

7) In che modo la vostra proposta di legge intende agire per aprire il settore urbanistico a nuove figure professionali, in grado di interpretare il territorio come un sistema complesso?
I Binari e la Radura

8) Condividiamo la politica del risparmio di suolo ma siamo consapevoli del rischio che tale politica possa portare ad eccessive edificazioni del tessuto abitato, con stravolgimento della qualità urbanistica delle città.
Ci battiamo da tempo, in Lombardia , contro le leggi regionali che hanno permesso la costruzione di ecomostri di grande altezza al posto di edifici di uno-due piani ed ora contrastiamo, con appelli al Governo, al Parlamento e alle forze della società civile, la norma del Decreto del Fare che consentirebbe a demolizione e ricostruzione di edifici senza rispettare il vincolo di sagoma. Tale norma, già vigente in Lombardia prima di essere abolita dalla sentenza 309/2011 della Corte Costituzionale, ha prodotto in questa regione danni gravissimi agli abitanti in moltissime aree delle città .
Riteniamo che si debba privilegiare la trasformazione delle grandi fabbriche dismesse o delle aree ferroviarie e demaniali rispetto ad edifici nei cortili, sottotetti ed edifici artigianali nel tessuto cittadino.
Chiediamo ai relatori al Convegno di esprimersi al riguardo e dire se sono disposti ad appoggiare la nostra battaglia per modificare in sede parlamentare il decreto predetto,nella fase di conversione in legge, al fine di garantire che il paesaggio urbano non venga stravolto e la vita dei cittadini devastata da costruzioni altamente invasive.
La Politica e i Cittadini

9)      “Pensiamo che il consumo di suolo sia anche un problema di carattere culturale, oggi abbastanza noto per le campagne di informazione fatte negli ultimi anni da comitati locali ed associazioni ambientaliste che hanno portato la politica ad interessarsi dell’argomento, ma forse ancora di non immediata comprensione per i cittadini. A nostro avviso ogni scelta relativa alla trasformazione del territorio dovrebbe essere condivisa con le comunità locali ed in particolare una proposta di legge che si prefigge di contenere il consumo di suolo – perché risorsa scarsa e bene comune – dovrebbe contenere nel proprio articolato disposizioni relative agli aspetti di educazione, informazione e partecipazione. Tali aspetti  come vengono trattati (implicitamente o esplicitamente) nelle proposte di legge in discussione?”.

10)      La Tabella di Marcia europea per un uso efficiente delle risorse COM(2011)571 si propone di raggiungere il target dell’azzeramento del consumo di suolo in Europa entro il 2050. Nelle proposte di legge in discussione in generale non si fa cenno al raggiungimento di obiettivi quantitativi di riduzione del consumo di suolo a livello nazionale, se non nel caso delle proposte “Catania” e “Letta” che demandano però ad atti successivi la definizione di “soglie” o limiti al consumo di suolo. Siete favorevoli o contrari alla definizione di target specifici (obiettivi numerici/percentuali) di contenimento del consumo di suolo? A vostro avviso l’apposizione di soglie-limite all’urbanizzazione, anche differenziate in relazione ai diversi contesti territoriali, come si relaziona con il fenomeno della “rendita urbana”?

11)       Come ben sapete, nella Costituzione Italiana la materia “Governo del territorio” è disciplinata dall’articolo 117, tra le competenze di legislazione concorrente,  in cui spetta alle Regioni legiferare sulla base di principi emanati dallo Stato. A nostro avviso la disciplina dell’uso del suolo avendo a che fare con l’organizzazione e la gestione del territorio (la pianificazione) può rientrare a pieno titolo nella materia “Governo del territorio”. Ora, la legge urbanistica fondamentale dello  Stato risale al 1942, ed  è oggi in parte “stravolta” dalle normative urbanistiche regionali che spesso ne hanno modificato profondamente l’impianto.  Pensiamo che l’argomento “consumo di suolo” dovrebbe essere trattato in maniera organica nell’ambito di una revisione generale della normativa urbanistica nazionale. Qual’è la vostra opinione?
Nuova Era Urbana

12) Considerando che l’Italia ha ratificato la Convenzione Europea del Paesaggio – (Legge 9 gennaio 2006, n.14) la quale nel primo articolo definisce il “Paesaggio” come ciò che  designa una determinata parte di territorio, cosi come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni» ma che subito dopo nel secondo articolo definisce le “Politiche del Paesaggio” come quelle che «designano la formulazione, da parte delle autorità pubbliche competenti, dei principi generali, delle strategie e degli orientamenti che consentano l’adozione di misure specifiche finalizzate a salvaguardare gestire e pianificare il paesaggio» volevo sapere quanto i Vostri disegni di legge sono conformi a quanto definito dalla convenzione sotto la voce “azioni specifiche” Sensibilizzazione, Formazione ed Educazione, Identificazione e Valutazione e definizione degli Obbiettivi di Qualità Paesaggistica? Cioè quanta attenzione è stata data all’aspetto scientifico e di ricerca e quanta attenzione è stata data alla sensibilizzazione della cittadinanza verso i temi specifici delle leggi presentate?
Convenzione Europea del Paesaggio

13) Per salvare il suolo ed il paesaggio propongo che le aziende che decidono di delocalizzare andando all’estero, siano prima obbligate a bonificare il sito che lasciano, nel caso che questo non venisse occupato da un’altra azienda.
Windows Live Spaces

14) Il mercato delle ristrutturazioni, dell’efficentamento (terribile parola) energetico e i lavori per la tutela idrogeologica del territorio sono sufficienti a impiegare la manodopera tradizionalmente impegnata nella costruzione di nuovi edifici?
Nonconimieisoldi

Volantino con le domande da scaricare

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  1. matierno ha detto:

    http://peppecarpentieri.wordpress.com/2013/07/14/riscrivere-leconomia-urbana/

    Il legislatore può riscrivere le regole contabili e calibrare l’attività antropica ai tempi della natura, questo dovrebbe essere l’obiettivo per garantire le risorse finite alle future generazioni. Oggi, i velocissimi tempi della finanza muovono le scelte politiche e stanno distruggendo il patrimonio pubblico.

    Gli standard quantitativi richiesti dall’urbanistica possono essere integrati con gli standard del Benessere Equo e Sostenibile (BES). Territorio e patrimonio possono essere tutelati con adeguati strumenti di misura: analisi del ciclo vita, impronta ecologica. Il passo successivo è determinante: uscire dall’economia del debito, ripensare i criteri estimativi dando peso all’utilità sociale, e cambiare le regole di contabilità degli Enti locali per svincolare gli obblighi di bilancio dall’organizzazione e pianificazione territoriale, e ridimensionare l’influenza della finanza privata che spesso si sostituisce all’interesse pubblico. Sappiamo che il BES racchiude dimensioni ideali per raggiungere la felicità, distribuire le risorse e tendere ad una società migliore che tutela l’ambiente e privilegia le relazioni personali delle comunità.

    Il legislatore deve proporre una norma organica, adeguata e ripensare i paradigmi per “costruire” gli insediamenti umani. Le regole contabili pubbliche non sono adeguate allo scopo di tutela dei diritti e del patrimonio pubblico pertanto vanno ripensate. E’ necessario prevenire la corruzione ed abbandonare tecniche che distruggono gli ecosistemi. E’ necessario che lo Stato torni a promuovere politiche monetarie ed industriali, che sviluppi controlli efficaci e impedisca al capitale privato di dubbia provenienza di avere il maggiore peso nelle scelte politiche. E’ necessario che i cittadini possano partecipare al processo decisionale della politica.

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