Archivio mensile:novembre 2014

Lettera aperta al Sindaco di Milano Giuliano Pisapia

Caro sindaco Giuliano Pisapia, ci rivolgiamo direttamente a lei perché in questa nostra Milano, seconda città italiana dopo Napoli per consumo di suolo, sta per compiersi, nella storica area degli ex Gasometri in Bovisa, detta anche la Goccia, quello che noi riteniamo un grave scempio urbanistico, e come cittadini del quartiere, riuniti nel Comitato la Goccia, vogliamo vederci chiaro e prendere posizione.
La Goccia Foto per Appello al Sindaco

Siamo un’associazione di abitanti della zona e vogliamo riaffermare il nostro diritto/dovere alla difesa del patrimonio comune, e restituire alla città un grande polmone verde, di vitale importanza per il suo futuro.

Il problema è che molti cittadini quest’area non la conoscono proprio, perché nascosta e recintata, ed è impossibile entrarci da quando il nostro Comune, comproprietario dell’area, insieme ad A2A e Politecnico di Milano, ha deciso di intervenire asportando tutto il terreno contaminato, con la conseguente distruzione di gran parte del patrimonio arboreo, riconosciuto e censito dal Corpo forestale dello Stato, in un’area estesa quanto il parco Sempione, e per giunta guardandosi bene dal rendere pubblico il Master Plan relativo all’area. Tale modello di bonifica è in palese contrasto con la legge vigente – il d.lgs. 152/2006 e il recente decreto Sblocca Italia – che in caso di contaminazione prescrive l’analisi di rischio prima di ogni intervento, come avviene in tutti i paesi europei, e riporta così indietro l’orologio al singolare e disgraziatissimo d.m. 471/1999.

Gli ex proprietari dell’area, l’AEM oggi A2A, dopo aver inquinato per oltre un secolo l’area, non solo non provvedono a disinquinarla come prescrive la legge, ma vogliono agire indisturbati nell’ombra, insieme agli altri portatori di interesse, blandendo o screditando, a secondo dei casi, chi come noi si oppone a queste opache logiche di gestione del territorio.

È anche singolare che fino a poco tempo fa nell’area potessero entrare tutti quelli che lo richiedevano, per organizzare feste, mostre, fuorisalone del mobile o studi del territorio, mentre ora, da quando il Comune ha deciso di spendere i primi 5 milioni di soldi pubblici per la bonifica – che guarda caso è oggi il business più lucroso per chi ne ha l’appalto – all’improvviso la Goccia è diventata così “pericolosa” da venirne continuamente procrastinato l’accesso a chi come noi vorrebbe rendersi conto del tesoro di verde che contiene.

Ci chiediamo come mai il Comune abbia lanciato un workshop “per testare i desideri” dei cittadini e delle associazioni di zona sulla Goccia solo questo settembre, avvisando contemporaneamente che fin da subito incomincerà lo sbancamento del primo lotto intorno ai gasometri! E anche da chi e perché sia stata autorizzata una centrale di cogenerazione A2A, che atterra su un’area per la quale il nostro Comune si rifiuta di presentare e discutere la pianificazione complessiva. Sotto questo aspetto l’orologio della storia viene spostato ancora più indietro: siamo a prima del 1942, quando già si riconosceva l’obbligatorietà della pianificazione particolareggiata preventiva che oggi il Comune elude, nasconde e rifiuta di rendere chiara e trasparente.

Noi non ci arrenderemo di fronte al fatto compiuto e ricorreremo anche a opzioni legali per far valere i nostri diritti. Le chiediamo di non indirizzarci all’assessorato competente, visto che è proprio lì che ci rispondono che non c’è altra via percorribile se non quella da loro proposta “a salvaguardia della nostra salute”. Noi al contrario vorremmo che si prendessero in esame metodi e modalità di bonifica meno distruttive, che richiedono magari tempi lunghi ma che sono infinitamente meno costose per la comunità e rispondenti alla legge.

Sarebbe importante che lei potesse utilizzare un po’ del suo tempo per fare un sopralluogo insieme ai cittadini del quartiere. Per conoscere l’area dal vivo. E rendersi conto della posta in gioco. La ringraziamo per l’attenzione e restiamo in attesa di una sua risposta.

Il Comitato la Goccia, Milano, li 4 novembre 2014

La Goccia Bosco per Appello al Sindaco

Per diffondere l’appello clicca qui

Lettera aperta a tutti gli Amministratori della Lombardia

Caro Amministratore,
con questa lettera vogliamo informarti che nella nostra regione si sta pensando di avviare l’ennesimo scempio al territorio che tu amministri per conto dei tuoi cittadini.
Da tempo si è resa evidente la necessità di una revisione sostanziale della LR n.12/2005 (Legge sul governo del territorio) che ha mostrato, nel livello attuativo dei PGT adottati, una discrepanza significativa tra intenti e risultati; da molto più tempo è indispensabile dare una significativa risposta a un problema di vitale rilevanza come quello della riduzione del consumo di suolo, particolarmente in Lombardia che ha terre tra le più fertili e produttive del Paese, ma che consuma queste terre a ritmi forsennati. Secondo le previsioni dei PGT le aree libere che potrebbero essere coinvolte in processi di urbanizzazione superano ampiamente i 55.000 ettari, una quantità addirittura superiore ai 47.000 ettari consumati in Lombardia tra il 1999 e il 2012.

Per ‘consumo di suolo’ si intendono i processi di trasformazione del territorio da usi agricoli o naturali a usi urbani (edifici,capannoni,strade asfaltate o sterrate, aree estrattive, discariche, cantieri, cortili, piazzali e altre aree pavimentate o in terra battuta, serre e altre coperture permanenti, aeroporti e porti, aree e campi sportivi impermeabili, ferrovie e altre infrastrutture, pannelli fotovoltaici e tutte le altre aree impermeabilizzate) con la perdita irreversibile di un patrimonio insostituibile in quanto il suolo rigenera alla velocità di 10cm ogni 2000 anni!! Continua a leggere Lettera aperta a tutti gli Amministratori della Lombardia

Audizione Regione Lombardia SIP 30/10/2014

Resoconto dell’audizione in Regione Lombardia del 30 ottobre 2014 del  coordinamento dei comitati locali lombardi del Forum Italiano Salviamo Il Paesaggio sul PDL “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato”

Audizione Regione Lombardia SIP 30/10/2014
Mala tempora currunt per la riduzione del consumo di suolo in Lombardia, sed peiora  parantur se verrà approvata la proposta di legge (PDL) titolata “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato”che ci è stata inviata il 23.10.2014 (allegato 1).  Invitati in audizione per il 27 ottobre dalla V commissione –Territorio e infrastrutture, avevamo inviato una nota (allegato 2) in cui esprimevamo il nostro disappunto per i tempi stretti di convocazione che evidenziavano l’indisponibilità della Amministrazione regionale ad un reale processo partecipato per le decisioni riguardanti la pianificazione territoriale.
Fortunatamente del nostro parere, e con le medesime difficoltà, erano anche altri soggetti
(ANCI, INU,UPL) che come noi hanno chiesto una seconda data di audizione.
Giovedì 30.10.2014 la V commissione ci ha nuovamente concesso l’audizione e la nostra relatrice Giuliana Cislaghi ha illustrato il contenuto del documento, inviato e depositato a nome del Coordinamento dei comitati locali lombardi del Forum Salviamo il Paesaggio (allegato 3), premettendo che con questo PDL si stava perdendo una grande occasione per limitare il degrado di una regione grande e bella come la Lombardia, favorendo il ritorno a un fulgido passato speculativo sulla qualità di vita di tutti i cittadini.
Giuliana ha ribadito come nessuna delle considerazioni e proposte relative al contenimento del consumo di suolo contenute nel nostro precedente documento illustrato nell’audizione del 10.4.2014 (allegato 4) fosse stata accolta nell’attuale proposta normativa che consentirà, al contrario, una colata di cemento sul territorio regionale pari a 100.000 ettari (7-8 città di Milano), paradossalmente anche contro i trend economici dell’edilizia.
Sono stati sottolineati quali contenuti si debbano prevedere per un’efficacia reale sul contenimento del consumo di suolo, smascherando i meccanismi che sono nettamente contrari agli intenti dichiarati nel titolo stesso della legge. In particolare, aderendo comunque alle osservazioni puntuali depositate da Legambiente Lombardia (allegato 5), abbiamo ribadito quanto noi del Movimento Salviamo il Paesaggio auspichiamo e cioè:

  1. che il suolo agricolo e inedificato sia riconosciuto come Bene Comune;
  2. che venga definito nel PTR il quadro reale di consumo di suolo pregresso e futuro comprensivo delle infrastrutture
  3. che si realizzi finalmente il censimento del cemento in ogni singolo comune;
  4. che le previsioni di espansione siano coerenti con i trend demografici per determinare le reali necessità abitative;
  5. che si introducano nel PTR invarianti cui attribuire soglia nulla di consumo di suolo
  6. che le previsioni di potenziamento delle infrastrutture non prevalgano sulle disposizioni dei piani territoriali delle aree protette
  7. che si preveda la VAS per tutti gli atti del PGT connessi a processi di rigenerazione urbana con rigorosa valutazione dello stato di inquinamento esistente
  8. che si rafforzi il ruolo e le competenze dell’Osservatorio regionale per monitorare periodicamente il rispetto dell’obiettivo del contenimento del consumo di suolo
  9. che si dia certa definizione dei concetti e delle azioni previste dalla legge

Abbiamo potuto assistere anche agli interventi di ANCI Lombardia rappresentata da Graziano Musella (Sindaco di Assago e presidente del Dipartimento Territorio) che sostanzialmente sembrava preoccupata solo di difendere l’autonomia dei Comuni nelle scelte edificatorie ed incitava alla semplificazione delle procedure per la rigenerazione urbana. Di ben altro tono il doppio intervento dell’Istituto Nazionale di Urbanistica: con molta pacatezza , ma con determinazione e competenza, Andrea Arcidiacono, CRCS, Politecnico di Milano e Luca Imberti, Presidente Inu Lombardia, hanno ribadito di fatto tutto quello che abbiamo anche noi sottolineato essere sbagliato, mancante , oscuro e ingannevole, arrivando a dire fuori dai denti che è compito della politica governare le criticità e non legiferare per prendere tempo, che la legge contiene troppe azioni per tutelare interessi consolidati e spesso influenzati dalla criminalità organizzata, che tendere a congelare una ripresa del mercato immobiliare attraverso la proposta dei tre anni è assolutamente sbagliato perché la ripresa non ci sarà, ma questo meccanismo indurrà a far partire opere inutili e non sostenibili pur di mantenere i diritti delle rendite fondiarie. Hanno quindi proposto che la legge venga completamente rivista a partire dalle errate definizioni che vengono espresse quali superficie agricola, superficie urbanizzata e urbanizzabile etc (allegato 6).

E’ il nostro stesso auspicio e saremo di fronte al Palazzo Lombardia se il prossimo 11
novembre questo obbrobrio verrà presentato.
Invitiamo caldamente le forze di maggioranza ed opposizione ad aderire all’invito di Lucia Castellano di ritirare questo provvedimento ‘inutile e pericoloso’ e di riprenderne una approfondita discussione nel gruppo di lavoro analizzando nel dettaglio i suggerimenti pervenuti dalle forze sociali e dalle organizzazioni professionali.
Se queste saranno le indicazioni per modificare una brutta legge come la LR 12/2005,  possiamo proprio dire che la ‘pezza è peggio del buco’!!

Stop al Consumo di Suolo – Cassinetta di Lugagnano Novembre 2014

Stop Al Consumo di Suolo

Il 15-16 novembre 2014, presso il Comune di Cassinetta di Lugagnano, si terrà il convegno “Stop al consumo di suolo”. L’evento vedrà la partecipazione dei maggiori esperti del settore confrontarsi con rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’ambientalismo scientifico.

Il consumo di suolo in Italia viaggia ormai alla folle velocità di 8 metri quadrati al secondo (ISPRA, 2014). La straordinaria bellezza del nostro territorio viene costantemente minacciata dagli appetiti speculativi più diversi, con il rischio concreto di perdere definitivamente la nostra principale ricchezza: il paesaggio.

Malgrado ciò, le diverse proposte di legge che mirano ad arginare questo devastante fenomeno sono ancora bloccate nelle commissioni competenti. Tra le principali proposte ricordiamo un disegno di legge governativo, la proposta di legge De Rosa(M5S), quella dell’ex ministro Catania (Sc) e dell’On. Bordo (Sel).

E’ quindi necessario riportare il tema del consumo di suolo al centro del dibattito politico e parlamentare, favorendo il confronto tra le diverse forze politiche, valorizzando il supporto scientifico dei maggiori esperti del settore e chiedendo impegni concreti affinché le iniziative parlamentari si trasformino in norma di tutela.Stop al consumo di suolo 1

 

Stop al consumo di suolo 2

 

Per diffondere qui trovate la locandina