Audizione Regione Lombardia SIP 30/10/2014

Resoconto dell’audizione in Regione Lombardia del 30 ottobre 2014 del  coordinamento dei comitati locali lombardi del Forum Italiano Salviamo Il Paesaggio sul PDL “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato”

Audizione Regione Lombardia SIP 30/10/2014
Mala tempora currunt per la riduzione del consumo di suolo in Lombardia, sed peiora  parantur se verrà approvata la proposta di legge (PDL) titolata “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato”che ci è stata inviata il 23.10.2014 (allegato 1).  Invitati in audizione per il 27 ottobre dalla V commissione –Territorio e infrastrutture, avevamo inviato una nota (allegato 2) in cui esprimevamo il nostro disappunto per i tempi stretti di convocazione che evidenziavano l’indisponibilità della Amministrazione regionale ad un reale processo partecipato per le decisioni riguardanti la pianificazione territoriale.
Fortunatamente del nostro parere, e con le medesime difficoltà, erano anche altri soggetti
(ANCI, INU,UPL) che come noi hanno chiesto una seconda data di audizione.
Giovedì 30.10.2014 la V commissione ci ha nuovamente concesso l’audizione e la nostra relatrice Giuliana Cislaghi ha illustrato il contenuto del documento, inviato e depositato a nome del Coordinamento dei comitati locali lombardi del Forum Salviamo il Paesaggio (allegato 3), premettendo che con questo PDL si stava perdendo una grande occasione per limitare il degrado di una regione grande e bella come la Lombardia, favorendo il ritorno a un fulgido passato speculativo sulla qualità di vita di tutti i cittadini.
Giuliana ha ribadito come nessuna delle considerazioni e proposte relative al contenimento del consumo di suolo contenute nel nostro precedente documento illustrato nell’audizione del 10.4.2014 (allegato 4) fosse stata accolta nell’attuale proposta normativa che consentirà, al contrario, una colata di cemento sul territorio regionale pari a 100.000 ettari (7-8 città di Milano), paradossalmente anche contro i trend economici dell’edilizia.
Sono stati sottolineati quali contenuti si debbano prevedere per un’efficacia reale sul contenimento del consumo di suolo, smascherando i meccanismi che sono nettamente contrari agli intenti dichiarati nel titolo stesso della legge. In particolare, aderendo comunque alle osservazioni puntuali depositate da Legambiente Lombardia (allegato 5), abbiamo ribadito quanto noi del Movimento Salviamo il Paesaggio auspichiamo e cioè:

  1. che il suolo agricolo e inedificato sia riconosciuto come Bene Comune;
  2. che venga definito nel PTR il quadro reale di consumo di suolo pregresso e futuro comprensivo delle infrastrutture
  3. che si realizzi finalmente il censimento del cemento in ogni singolo comune;
  4. che le previsioni di espansione siano coerenti con i trend demografici per determinare le reali necessità abitative;
  5. che si introducano nel PTR invarianti cui attribuire soglia nulla di consumo di suolo
  6. che le previsioni di potenziamento delle infrastrutture non prevalgano sulle disposizioni dei piani territoriali delle aree protette
  7. che si preveda la VAS per tutti gli atti del PGT connessi a processi di rigenerazione urbana con rigorosa valutazione dello stato di inquinamento esistente
  8. che si rafforzi il ruolo e le competenze dell’Osservatorio regionale per monitorare periodicamente il rispetto dell’obiettivo del contenimento del consumo di suolo
  9. che si dia certa definizione dei concetti e delle azioni previste dalla legge

Abbiamo potuto assistere anche agli interventi di ANCI Lombardia rappresentata da Graziano Musella (Sindaco di Assago e presidente del Dipartimento Territorio) che sostanzialmente sembrava preoccupata solo di difendere l’autonomia dei Comuni nelle scelte edificatorie ed incitava alla semplificazione delle procedure per la rigenerazione urbana. Di ben altro tono il doppio intervento dell’Istituto Nazionale di Urbanistica: con molta pacatezza , ma con determinazione e competenza, Andrea Arcidiacono, CRCS, Politecnico di Milano e Luca Imberti, Presidente Inu Lombardia, hanno ribadito di fatto tutto quello che abbiamo anche noi sottolineato essere sbagliato, mancante , oscuro e ingannevole, arrivando a dire fuori dai denti che è compito della politica governare le criticità e non legiferare per prendere tempo, che la legge contiene troppe azioni per tutelare interessi consolidati e spesso influenzati dalla criminalità organizzata, che tendere a congelare una ripresa del mercato immobiliare attraverso la proposta dei tre anni è assolutamente sbagliato perché la ripresa non ci sarà, ma questo meccanismo indurrà a far partire opere inutili e non sostenibili pur di mantenere i diritti delle rendite fondiarie. Hanno quindi proposto che la legge venga completamente rivista a partire dalle errate definizioni che vengono espresse quali superficie agricola, superficie urbanizzata e urbanizzabile etc (allegato 6).

E’ il nostro stesso auspicio e saremo di fronte al Palazzo Lombardia se il prossimo 11
novembre questo obbrobrio verrà presentato.
Invitiamo caldamente le forze di maggioranza ed opposizione ad aderire all’invito di Lucia Castellano di ritirare questo provvedimento ‘inutile e pericoloso’ e di riprenderne una approfondita discussione nel gruppo di lavoro analizzando nel dettaglio i suggerimenti pervenuti dalle forze sociali e dalle organizzazioni professionali.
Se queste saranno le indicazioni per modificare una brutta legge come la LR 12/2005,  possiamo proprio dire che la ‘pezza è peggio del buco’!!

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