Lettera aperta al Sindaco di Milano Giuliano Pisapia

Caro sindaco Giuliano Pisapia, ci rivolgiamo direttamente a lei perché in questa nostra Milano, seconda città italiana dopo Napoli per consumo di suolo, sta per compiersi, nella storica area degli ex Gasometri in Bovisa, detta anche la Goccia, quello che noi riteniamo un grave scempio urbanistico, e come cittadini del quartiere, riuniti nel Comitato la Goccia, vogliamo vederci chiaro e prendere posizione.
La Goccia Foto per Appello al Sindaco

Siamo un’associazione di abitanti della zona e vogliamo riaffermare il nostro diritto/dovere alla difesa del patrimonio comune, e restituire alla città un grande polmone verde, di vitale importanza per il suo futuro.

Il problema è che molti cittadini quest’area non la conoscono proprio, perché nascosta e recintata, ed è impossibile entrarci da quando il nostro Comune, comproprietario dell’area, insieme ad A2A e Politecnico di Milano, ha deciso di intervenire asportando tutto il terreno contaminato, con la conseguente distruzione di gran parte del patrimonio arboreo, riconosciuto e censito dal Corpo forestale dello Stato, in un’area estesa quanto il parco Sempione, e per giunta guardandosi bene dal rendere pubblico il Master Plan relativo all’area. Tale modello di bonifica è in palese contrasto con la legge vigente – il d.lgs. 152/2006 e il recente decreto Sblocca Italia – che in caso di contaminazione prescrive l’analisi di rischio prima di ogni intervento, come avviene in tutti i paesi europei, e riporta così indietro l’orologio al singolare e disgraziatissimo d.m. 471/1999.

Gli ex proprietari dell’area, l’AEM oggi A2A, dopo aver inquinato per oltre un secolo l’area, non solo non provvedono a disinquinarla come prescrive la legge, ma vogliono agire indisturbati nell’ombra, insieme agli altri portatori di interesse, blandendo o screditando, a secondo dei casi, chi come noi si oppone a queste opache logiche di gestione del territorio.

È anche singolare che fino a poco tempo fa nell’area potessero entrare tutti quelli che lo richiedevano, per organizzare feste, mostre, fuorisalone del mobile o studi del territorio, mentre ora, da quando il Comune ha deciso di spendere i primi 5 milioni di soldi pubblici per la bonifica – che guarda caso è oggi il business più lucroso per chi ne ha l’appalto – all’improvviso la Goccia è diventata così “pericolosa” da venirne continuamente procrastinato l’accesso a chi come noi vorrebbe rendersi conto del tesoro di verde che contiene.

Ci chiediamo come mai il Comune abbia lanciato un workshop “per testare i desideri” dei cittadini e delle associazioni di zona sulla Goccia solo questo settembre, avvisando contemporaneamente che fin da subito incomincerà lo sbancamento del primo lotto intorno ai gasometri! E anche da chi e perché sia stata autorizzata una centrale di cogenerazione A2A, che atterra su un’area per la quale il nostro Comune si rifiuta di presentare e discutere la pianificazione complessiva. Sotto questo aspetto l’orologio della storia viene spostato ancora più indietro: siamo a prima del 1942, quando già si riconosceva l’obbligatorietà della pianificazione particolareggiata preventiva che oggi il Comune elude, nasconde e rifiuta di rendere chiara e trasparente.

Noi non ci arrenderemo di fronte al fatto compiuto e ricorreremo anche a opzioni legali per far valere i nostri diritti. Le chiediamo di non indirizzarci all’assessorato competente, visto che è proprio lì che ci rispondono che non c’è altra via percorribile se non quella da loro proposta “a salvaguardia della nostra salute”. Noi al contrario vorremmo che si prendessero in esame metodi e modalità di bonifica meno distruttive, che richiedono magari tempi lunghi ma che sono infinitamente meno costose per la comunità e rispondenti alla legge.

Sarebbe importante che lei potesse utilizzare un po’ del suo tempo per fare un sopralluogo insieme ai cittadini del quartiere. Per conoscere l’area dal vivo. E rendersi conto della posta in gioco. La ringraziamo per l’attenzione e restiamo in attesa di una sua risposta.

Il Comitato la Goccia, Milano, li 4 novembre 2014

 

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