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Azioni

Acqua, Fuoco, Terra e Aria

Acqua

Primo elemento Acqua

Luogo cascina Literno via F.lli Zoia 194 Milano
Data sabato 6 giugno ore 14:30
Visita Guidata alla Cascina, al Parco delle Cave e alle Marcite

  • Significato dell’acqua nella religione cristiana. Religiosità nel mondo contadino: l’acqua di sorgente e la devozione alla Vergine (monsignor Giovanni Balconi)
  • Fontanili e marcite nella storia del territorio milanese e configurazione ambientale.
  • Inizio dell’uso delle acque nell’agricoltura milanese (civiltà medievale, feudi, monaci, città comunali). Organizzazione dello sfruttamento delle acque
  • Particolarità della provincia milanese

Fuoco

Secondo elemento Fuoco

Luogo Cascina Forestina, Cisliano
Data venerdì 26 giugno 2015 ore 14:30
Visita Guidata alla Cascina e Percorso Virgiliano

  • Vita contadina, vivere in cascina: gerarchie e organizzazione, i contratti stagionali.
  • Fuoco come centro della vita di Cascina nell’aspetto conviviale, nell’aspetto sociale, nell’aspetto familiare.
  • Falò di Sant’Antonio e falò di San Giovanni
  • Vita contadina nella storia, nella taratura e nell’arte italiane. Esempio Virgilio: Bucoliche, georgiane.
  • San Francesco e il Cantico delle Creature

Terzo elemento Terra

Luogo Cascina Campazzo via Dudovich 10 Milano
Data domenica 11 ottobre 2015 giornata dalle 10:00
Visita Guidata alla Cascina e al Parco del Ticinello

  • Significato della terra che produce il nutrimento per l’uomo, in particolare il pane nella religione cristiana
  • Pane: elemento base della vita contadina simbolo di benessere, ospitalità.
  • Agricoltura e allevamento nel territorio
    Particolarità delle delle nostre culture e dell’alimentazione / prodotti caratteristici
  • Cascine nel milanese storia e sviluppo attuale, testimonianze.

Aria

Quarto elemento Aria

Luogo: sede regionale Acli Terra Lombardia via Bernardino Luini 5, Milano
Data Martedì 20 ottobre ore 14.30

  • Cambiamenti climatici e influenza del clima sull’ambiente, sull’uomo, sull’agricoltura e relative produzioni. Differenziazione di produzioni in base al clima. Il cibo frangente, produzioni, territorio. Vari esempi. Agricoltura familiare nel mondo. I calendari lunari e la loro importanza nella vita contadina.
  • Educazione alimentare ed etica. Effetti del consumismo. Biodiversità e sovranità alimentare.
  • La fame nel mondo: quali cause? Quali aiuti possono venire dalla scienza, dalla ricerca e della globalizzazione? Nutrie il pianeta.
  • Quando l’agricoltura diventa sociale: energia per la vita.

Il volantino con il dettaglio di questo ciclo di 4 incontri organizzato da Acli Terra e Acli Anni Verdi Ambiente lo potete scaricare qui

CRA-MAC: Giornata del mais 2015 “Mais verso expo 2015”, Bergamo 6 febbraio 2015

Il mais  è una cultura fondamentale in Italia, dove svolge un ruolo importante per l’alimentazione animale, per il consumo umano diretto e come fonte di molti prodotti commerciali. Il mais rappresenta un’utile risorsa per le potenzialità di ricerca e innovazione sostenibile, per una crescita comune tra biodiversità, culture e Paesi verso Expo 2015: Nutrire il pianeta, energia per la Vita.

Mais CRA-MAC

La prima sessione della giornata del mais affronta appunto il tema del mais verso Expo 2015; da qui interventi legati a
  • il mercato del mais e prospettive per il 2015
  • il mais come  materia  prima per l’alimentazione
  • qualità nutrizionale del mais
In questo contesto, saranno presentati i risultati emersi da due progetti di ricerca focalizzati sul mais destinato l’alimentazione: Maismolino finanziato dalla Regione Lombardia, e Alimais finanziato dalla Regione Piemonte.
CRA_giornata mais 2015_2
La mattinata si concluderà con un focus riguardo allo stato di avanzamento dei progetti: Mais Expo Bergamo – MEB 2015 e Bergamo Experience finalizzati alla valorizzazione del mais nell’ambito dell’Esposizione Universale.
Nella sessione pomeridiana verranno presentati i risultati dell’attività di sperimentazione agronomica realizzate nel corso della campagna maidicola 2014 da CRA-MAC in collaborazione con altre istituzioni di ricerca.
CRA_giornata mais 2015_1
Gli interventi saranno dedicati alle reti nazionali di sperimentazione agronomica, alla performance agronomica-qualitativa degli ibridi da trinciato e all’attività di miglioramento genetico. Un contributo sarà dedicato alle micotossine e al livello di contaminazione nelle produzioni maidicole italiane, rilevato tramite la rete di monitoraggio. La sessione si concluderà con il focus sull’attività del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria verso Expo 2015.
Scarica qui il volantino

 

Lettera aperta al Sindaco di Milano Giuliano Pisapia

Caro sindaco Giuliano Pisapia, ci rivolgiamo direttamente a lei perché in questa nostra Milano, seconda città italiana dopo Napoli per consumo di suolo, sta per compiersi, nella storica area degli ex Gasometri in Bovisa, detta anche la Goccia, quello che noi riteniamo un grave scempio urbanistico, e come cittadini del quartiere, riuniti nel Comitato la Goccia, vogliamo vederci chiaro e prendere posizione.
La Goccia Foto per Appello al Sindaco

Siamo un’associazione di abitanti della zona e vogliamo riaffermare il nostro diritto/dovere alla difesa del patrimonio comune, e restituire alla città un grande polmone verde, di vitale importanza per il suo futuro.

Il problema è che molti cittadini quest’area non la conoscono proprio, perché nascosta e recintata, ed è impossibile entrarci da quando il nostro Comune, comproprietario dell’area, insieme ad A2A e Politecnico di Milano, ha deciso di intervenire asportando tutto il terreno contaminato, con la conseguente distruzione di gran parte del patrimonio arboreo, riconosciuto e censito dal Corpo forestale dello Stato, in un’area estesa quanto il parco Sempione, e per giunta guardandosi bene dal rendere pubblico il Master Plan relativo all’area. Tale modello di bonifica è in palese contrasto con la legge vigente – il d.lgs. 152/2006 e il recente decreto Sblocca Italia – che in caso di contaminazione prescrive l’analisi di rischio prima di ogni intervento, come avviene in tutti i paesi europei, e riporta così indietro l’orologio al singolare e disgraziatissimo d.m. 471/1999.

Gli ex proprietari dell’area, l’AEM oggi A2A, dopo aver inquinato per oltre un secolo l’area, non solo non provvedono a disinquinarla come prescrive la legge, ma vogliono agire indisturbati nell’ombra, insieme agli altri portatori di interesse, blandendo o screditando, a secondo dei casi, chi come noi si oppone a queste opache logiche di gestione del territorio.

È anche singolare che fino a poco tempo fa nell’area potessero entrare tutti quelli che lo richiedevano, per organizzare feste, mostre, fuorisalone del mobile o studi del territorio, mentre ora, da quando il Comune ha deciso di spendere i primi 5 milioni di soldi pubblici per la bonifica – che guarda caso è oggi il business più lucroso per chi ne ha l’appalto – all’improvviso la Goccia è diventata così “pericolosa” da venirne continuamente procrastinato l’accesso a chi come noi vorrebbe rendersi conto del tesoro di verde che contiene.

Ci chiediamo come mai il Comune abbia lanciato un workshop “per testare i desideri” dei cittadini e delle associazioni di zona sulla Goccia solo questo settembre, avvisando contemporaneamente che fin da subito incomincerà lo sbancamento del primo lotto intorno ai gasometri! E anche da chi e perché sia stata autorizzata una centrale di cogenerazione A2A, che atterra su un’area per la quale il nostro Comune si rifiuta di presentare e discutere la pianificazione complessiva. Sotto questo aspetto l’orologio della storia viene spostato ancora più indietro: siamo a prima del 1942, quando già si riconosceva l’obbligatorietà della pianificazione particolareggiata preventiva che oggi il Comune elude, nasconde e rifiuta di rendere chiara e trasparente.

Noi non ci arrenderemo di fronte al fatto compiuto e ricorreremo anche a opzioni legali per far valere i nostri diritti. Le chiediamo di non indirizzarci all’assessorato competente, visto che è proprio lì che ci rispondono che non c’è altra via percorribile se non quella da loro proposta “a salvaguardia della nostra salute”. Noi al contrario vorremmo che si prendessero in esame metodi e modalità di bonifica meno distruttive, che richiedono magari tempi lunghi ma che sono infinitamente meno costose per la comunità e rispondenti alla legge.

Sarebbe importante che lei potesse utilizzare un po’ del suo tempo per fare un sopralluogo insieme ai cittadini del quartiere. Per conoscere l’area dal vivo. E rendersi conto della posta in gioco. La ringraziamo per l’attenzione e restiamo in attesa di una sua risposta.

Il Comitato la Goccia, Milano, li 4 novembre 2014

La Goccia Bosco per Appello al Sindaco

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Lettera aperta a tutti gli Amministratori della Lombardia

Caro Amministratore,
con questa lettera vogliamo informarti che nella nostra regione si sta pensando di avviare l’ennesimo scempio al territorio che tu amministri per conto dei tuoi cittadini.
Da tempo si è resa evidente la necessità di una revisione sostanziale della LR n.12/2005 (Legge sul governo del territorio) che ha mostrato, nel livello attuativo dei PGT adottati, una discrepanza significativa tra intenti e risultati; da molto più tempo è indispensabile dare una significativa risposta a un problema di vitale rilevanza come quello della riduzione del consumo di suolo, particolarmente in Lombardia che ha terre tra le più fertili e produttive del Paese, ma che consuma queste terre a ritmi forsennati. Secondo le previsioni dei PGT le aree libere che potrebbero essere coinvolte in processi di urbanizzazione superano ampiamente i 55.000 ettari, una quantità addirittura superiore ai 47.000 ettari consumati in Lombardia tra il 1999 e il 2012.

Per ‘consumo di suolo’ si intendono i processi di trasformazione del territorio da usi agricoli o naturali a usi urbani (edifici,capannoni,strade asfaltate o sterrate, aree estrattive, discariche, cantieri, cortili, piazzali e altre aree pavimentate o in terra battuta, serre e altre coperture permanenti, aeroporti e porti, aree e campi sportivi impermeabili, ferrovie e altre infrastrutture, pannelli fotovoltaici e tutte le altre aree impermeabilizzate) con la perdita irreversibile di un patrimonio insostituibile in quanto il suolo rigenera alla velocità di 10cm ogni 2000 anni!! Continua a leggere Lettera aperta a tutti gli Amministratori della Lombardia

Stop al Consumo di Suolo – Cassinetta di Lugagnano Novembre 2014

Stop Al Consumo di Suolo

Il 15-16 novembre 2014, presso il Comune di Cassinetta di Lugagnano, si terrà il convegno “Stop al consumo di suolo”. L’evento vedrà la partecipazione dei maggiori esperti del settore confrontarsi con rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’ambientalismo scientifico.

Il consumo di suolo in Italia viaggia ormai alla folle velocità di 8 metri quadrati al secondo (ISPRA, 2014). La straordinaria bellezza del nostro territorio viene costantemente minacciata dagli appetiti speculativi più diversi, con il rischio concreto di perdere definitivamente la nostra principale ricchezza: il paesaggio.

Malgrado ciò, le diverse proposte di legge che mirano ad arginare questo devastante fenomeno sono ancora bloccate nelle commissioni competenti. Tra le principali proposte ricordiamo un disegno di legge governativo, la proposta di legge De Rosa(M5S), quella dell’ex ministro Catania (Sc) e dell’On. Bordo (Sel).

E’ quindi necessario riportare il tema del consumo di suolo al centro del dibattito politico e parlamentare, favorendo il confronto tra le diverse forze politiche, valorizzando il supporto scientifico dei maggiori esperti del settore e chiedendo impegni concreti affinché le iniziative parlamentari si trasformino in norma di tutela.Stop al consumo di suolo 1

 

Stop al consumo di suolo 2

 

Per diffondere qui trovate la locandina

64ª Giornata Nazionale del Ringraziamento 9 novembre 2014

Benedire i frutti della terra e nutrire il pianeta

«Tu fai crescere l’erba per il bestiame e le piante che l’uomo coltiva, per trarre cibo dalla terra, vino che allieta il cuore dell’uomo, olio che fa brillare il suo volto e pane che sostiene il suo cuore» (Sal 104, 14-15).

La Giornata del Ringraziamento 2014 precede di alcuni mesi l’apertura di Expo Milano 2015 dedicato a “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, un tema di particolare rilevanza per il nostro Paese e non solo.

Esso invita a dedicare un’attenzione speciale al tema del cibo, quale dono di Dio per la vita della famiglia umana. Così, nel ringraziare il Padre per i frutti della terra, ci rendiamo consapevoli di coloro che patiscono la fame. Papa Francesco richiama spesso “la tragica condizione nella quale vivono ancora milioni di affamati e malnutriti, tra i quali moltissimi bambini”1. La fame è minaccia per molti dei poveri della terra, ma anche tremendo interrogativo per l’indifferenza delle nazioni più ricche. Infatti, alla sottonutrizione di alcuni, si affianca un dannoso eccesso di consumo di cibo da parte di altri. È uno scandalo che contraddice drammaticamente quella destinazione universale dei beni della terra richiamata – quasi cinquanta anni or sono – dal Concilio Vaticano II nella Costituzione pastorale Gaudium et spes (cf. n. 69). È una questione di giustizia, che pone gravi interrogativi in merito al nostro rapporto con la terra e con il cibo.

In questa Giornata del Ringraziamento guardiamo dunque all’agricoltura, che – attraverso i suoi frutti – è fonte della vita.

Giornata del Ringraziamento

La terra, il lavoro, i frutti

Potremmo muovere da un’immagine biblica molto bella e dolce: quella della felicità dell’uomo che coltiva la terra, per poi mangiarne i frutti nella pace, benedicendo il Creatore per i suoi doni.
Già il racconto della creazione in Gen 2 disegna, in effetti, quest’alleanza dell’uomo con la terra. Nel versetto 2,15, Adam è chiamato a coltivarla e a custodirla. Il testo ebraico rimanda ad una sorta di servizio verso la terra, tramite la dignità del lavoro, che si fa subito anche custodia, affinché essa a sua volta serva l’uomo, donandogli il cibo per la vita. Ma il peccato spezza tale alleanza, associando il lavoro della terra al peso di una fatica che appare insostenibile. Il sogno del Dio creatore resta invece quello di una sorta di reciprocità: ad un lavoro umano rispettoso della terra che si fa giardino, essa corrisponde con la generosa e vivificante produzione di frutti.

Il sistema agricolo contemporaneo appare però spesso distante da tale immagine: la sua complessità esige considerazioni ben più articolate. Infatti, nelle zone agricole di grande vastità, l’attività tende spesso a coinvolgere sempre più reti di imprese e comporta l’uso di tecniche anche complesse (si parla di “agricoltura industriale”). La finanza poi, purtroppo, si comporta con il cibo come una pura merce, su cui scommettere per trarne profitto, a prescindere dal destino di chi di esso vive. E sulla terra si specula! La sua stessa disponibilità è a rischio: spesso essa è destinata ad altri scopi o diviene oggetto di una lotta commerciale tra le economie più forti. E non mancano le pressioni crescenti sul piano della legalità: la salubrità dei prodotti è minacciata da abusi e forme di inquinamento che talvolta neppure percepiamo.

Una situazione complessa, dunque, che mette a rischio la capacità dell’agricoltura di garantire sicurezza alimentare, per avere un cibo che possa nutrire gli abitanti del pianeta e che sia affidabile per chi lo consuma. Come uscire da tale situazione? Come far sì che anche nella complessità contemporanea trovi espressione la realtà costitutiva di un’agricoltura che sia collaborazione all’azione del Dio provvidente, datore di vita?

Prospettive

Forse il primo dato da tenere presente è che anche il nostro rapporto con la terra è un fatto culturale; come ogni realtà sociale, esso disegna modelli di organizzazione della società in cui anche la dimensione tecnica esprime valori e dà forma alla stessa relazione tra le persone. Si tratta, dunque, di educarci a pensare l’agricoltura come spazio in cui la giusta ricerca della remunerazione del lavoro si intrecci con la solidarietà, l’attenzione per i poveri, la lotta contro lo spreco, con un’attiva custodia della terra.

Si tratta però anche di operare per dar forma ad un sistema agricolo che dia corpo a tali istanze, sviluppando e promuovendo un modello di produzione agricola che sia attento alla qualità e alla salvaguardia dei terreni, in modo da garantire effettiva sostenibilità. La terra, in altre parole, va custodita come un vero e proprio bene comune della famiglia umana, dato per la vita di tutti. Essa deve mantenere come primaria la sua destinazione fondamentale – quella di essere, appunto, fonte di cibo per i suoi abitanti, facendo in modo che il rispetto e la ricerca della qualità dei beni salvaguardi la capacità della terra stessa di produrre per la generazione presente e per quelle future.

Occorre presidiare il territorio contro il degrado e la cementificazione, che lo rendono inospitale per la vita e sottraggono aree alla produzione di cibo. Occorrerebbe pure evitare l’installazione di pannelli solari sul terreno, collocandoli piuttosto sugli edifici. L’agricoltura poi non è solo produzione finalizzata a nutrire la famiglia umana, ma anche custodia del territorio, che lo cura e lo riqualifica. Quando esso è privato della presenza del lavoro agricolo, è anche meno curato, più esposto a fenomeni di erosione, tanto più in un tempo di mutamento climatico, segnato da eventi meteorologici di vasta portata, che richiedono – insieme ad un’adeguata impostazione etica e ad un necessario cambio culturale – “un grande impegno politico-economico da parte della comunità internazionale”, attuando “una risposta collettiva basata su quella cultura della solidarietà, dell’incontro e del dialogo, che dovrebbe essere alla base delle normali interazioni all’interno di ogni famiglia e che richiede la piena, responsabile e impegnata collaborazione da parte di tutti, secondo le proprie possibilità e circostanze”.

Inoltre, la stessa agricoltura è anche un sistema di relazioni umane, che si sviluppano in stretto contatto con la terra ed i suoi ritmi. Riteniamo doveroso ringraziare in profondità i contadini e tutti coloro che, lavorando con amore e passione la terra, ci forniscono un cibo buono e sicuro. Non dimentichiamo, in questo senso, il grande contributo offerto dai lavoratori immigrati presenti sul nostro territorio. Da sottolineare in particolare la grande rilevanza delle famiglie rurali, testimoni concrete di un’alleanza con la terra che esse sono chiamate a rinnovare nelle pratiche produttive.
Sono tante le imprese che considerano tale rapporto come parte di una forma di esistenza che si tramanda di padre in figlio, di madre in figlia, nella quale la continuità si intreccia con l’innovazione. Come già ricordava Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo del mondo agricolo, occorre educarci a coniugare tradizione ed innovazione: questa è la strada per far fronte ai gravi problemi che investono il mondo agricolo e più in generale l’intera società. Così egli affermava incisivamente: “Camminate nel solco della vostra migliore tradizione, aprendovi a tutti gli sviluppi significativi dell’era tecnologica, ma conservando gelosamente i valori perenni che vi contraddistinguono. È questa la via per dare anche al mondo agricolo un futuro di speranza”. Papa Francesco – nella sua recente visita in Molise, parlando al mondo rurale – ha chiesto di maturare vocazioni per la terra, onde essere contadini per vocazione e non per costrizione! Non solo, deve farci riflettere un altro passaggio di quel discorso: “Il restare del contadino sulla terra non è rimanere fisso, è fare un dialogo, un dialogo fecondo, un dialogo creativo. È il dialogo dell’uomo con la sua terra che la fa fiorire, la fa diventare per tutti noi feconda. Questo è importante”.

Consumatori corresponsabili

La custodia della terra per nutrire il pianeta è impresa che richiama anche la responsabilità delle singole persone e delle famiglie: siamo consumatori, ma anche cittadini attivi e responsabili. Educarci alla custodia della terra significa altresì adottare comportamenti e stili di vita in cui l’uso del cibo e dei prodotti alimentari sia più attento e lungimirante. Con le nostre scelte di acquisto del cibo possiamo offrire sostegno alle produzioni locali. Spesso è il modo di acquistare di ognuno di noi che decide il futuro di una piccola cooperativa locale, come a decidere del futuro dei nostri territori è anche – in prospettiva nazionale – il dato in aumento degli studenti che frequentano le scuole agrarie e il crescente dato di occupazione in agricoltura. Sono segnali positivi che spingono a privilegiare le coltivazioni biologiche e sostenibili, dedicando anche più attenzione a cosa mangiamo. È saggezza privilegiare la qualità rispetto alla quantità, sapendo che – nei prodotti a forte impatto ambientale e sociale – la qualità aiuta la sostenibilità.

Altrettanto importante è agire nelle nostre famiglie, per ridurre ed eliminare lo spreco alimentare, che nelle società agiate raggiunge livelli inaccettabili. Papa Francesco ha più volte denunciato la “cultura dello scarto”, cultura che “tende a diventare mentalità comune che contagia tutti”, rendendoci “insensibili anche agli sprechi e agli scarti alimentari, che sono ancora più deprecabili quando in ogni parte del mondo, purtroppo, molte persone e famiglie soffrono fame e malnutrizione. [… ] Il consumismo ci ha indotti ad abituarci al superfluo e allo spreco quotidiano di cibo, al quale talvolta non siamo più in grado di dare il giusto valore, che va ben al di là dei meri parametri economici. Ricordiamo bene però che il cibo che si butta via è come se venisse rubato dalla mensa di chi è povero, di chi ha fame!”.

Ecco dunque alcune scelte che indichiamo alle nostre comunità, frutto della benedizione del cibo:

  • coltivare la terra in forme sostenibili, per nutrire il pianeta con cuore solidale
  • adottare comportamenti quotidiani basati sulla sobrietà e la salubrità nel consumo del cibo;
  • soprattutto, rendere grazie a Dio e ai fratelli umilmente (da humus) per il dono che ogni giorno riceviamo dalla terra e dal lavoro dell’uomo, in modo tale da tutelarli anche per le prossime generazioni.

Ci sarà prezioso, nel compiere questo percorso di speranza, rileggere il piccolo Libro di Rut. Così è scritto: “il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio” (Rt 1,16). È una storia di persone fragili che – operando in solidarietà e condivisione – giungono a costruire vita buona, basata sull’istituto della spigolatura, al fine di coniugare l’attenzione per il povero e il contrasto allo spreco. Così, quella vicenda di dolore diventa una storia di speranza, che riesce a trovare vie d’uscita anche dalle situazioni difficili e disperate: “È nato un figlio a Noemi!” (Rt 4, 17).

Roma, 7 ottobre 2014
Memoria della Beata Vergine Maria del Rosario

Era il testo del messaggio per la 64ª Giornata Nazionale del Ringraziamento 9 novembre 2014 della Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace. Potete trovare l’originale a questo indirizzo.

Scaricate e diffondete il volantino con il dettaglio del programma delle giornate milanesi dell’8 e del 9 novembre.